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Amministrative, il M5s crolla al Sud e arretra in tutta Italia: gli elettori di sinistra lo stanno abbandonando?
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Luigi Di Maio

Amministrative, il M5s crolla al Sud e arretra in tutta Italia: gli elettori di sinistra lo stanno abbandonando?

I pentastellati sono andati male da Nord a Sud: le cause possibili sono molte, ma c'è chi ritiene che l'alleanza con la Lega abbia allontanato gli elettori di sinistra

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Luigi Di Maio

Il primo turno delle elezioni amministrative ha dato risultati molto positivi per il centrodestra, in particolare per la Lega, e in chiaroscuro per il centrosinistra, che ha perso alcuni Comuni precedentemente amministrati ma che, nel complesso, ha tenuto botta, evitando il tracollo che in molti avevano preannunciato.

Chi esce con le ossa rotte dalla tornata elettorale di domenica scorsa è certamente il Movimento Cinque Stelle, che arretra in tutta Italia. La “doppia velocità” dei grillini tra voto nazionale e locale è cosa ben nota, e non la scopriamo certo oggi.

Anche negli scorsi anni i pentastellati, a fronte di ottimi risultati alle politiche, non riuscivano a tenere il passo di centrodestra e centrosinistra nei Comuni e nelle Regioni.

Le motivazioni sono diverse, e hanno comunque a che fare con un minor radicamento sul territorio del tutto fisiologico per un Movimento che è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, ma che non ha ancora alle spalle la struttura organizzativa dei partiti tradizionali.

Tutti aspetti che, come ovvio, nel voto locale contano molto.

Stavolta però, dopo che il M5s è andato al governo ed è diventato per distacco il primo partito italiano, tutti si aspettavano un esito diverso.

I pentastellati hanno innanzitutto registrato un pericoloso arretramento a Roma, dove nei due municipi andati al voto nessuno dei candidati grillini ha raggiunto nemmeno il ballottaggio.

Se per la capitale si può forse parlare di effetto-Raggi, diverso è il discorso per le regioni del sud, dove il Movimento Cinque Stelle alle politiche aveva fatto il vuoto. Stavolta i dati sono allarmanti.

In Campania, il Movimento è passato in soli 100 giorni dal 57 per cento delle politiche ad un misero 8 per cento di media nei Comuni andati al voto. In Sicilia si preannunciava uno scontro all’ultimo voto con centrodestra, che invece ha spazzato via i grillini.

Il Movimento Cinque Stelle, nell’isola, ha preso pochi voti a Catania, dove è stato eletto il candidato di centrodestra Salvatore Pogliese, è fuori dal ballottaggio a Messina e a Siracusa. Buon risultato solo a Ragusa, anche se il ballottaggio con il centrodestra si preannuncia non facile.

Il M5s, al Sud, perde anche sfide importanti come Barletta e Brindisi. Ad Avellino riesce ad arrivare al ballottaggio, ma a ben 20 punti di distanza dal candidato di centrosinistra.

Tornando in area romana, i pentastellati sono fuori dal ballottaggio anche a Fiumicino.

Stessa musica a Ivrea, comune piemontese in cui iniziò l’ascesa di Gianroberto Casaleggio. Niente ballottaggio nemmeno ad Ancona, mentre in un Comune importante come Brescia il candidato grillino ha ottenuto un misero 5,4 per cento.

Tra le varie analisi del voto che circolano in queste ore, c’è anche quella secondo cui il Movimento starebbe pagando l’alleanza con la Lega. Diversi elettori di sinistra confluiti nel M5s, infatti, non avrebbero per nulla digerito l’abbraccio con Salvini.

L’approccio leghista a temi come quello dell’immigrazione, del resto, è difficilmente accettabile per chi in passato era un elettore di centrosinistra (in alcuni casi magari anche del Partito Comunista Italiano).

La Lega, al momento, sembra l’azionista di maggioranza del governo, sta imponendo la sua visione su molti temi importanti. Lasse penta-leghista, a sinistra, può essere vista addirittura di buon occhio da alcuni elettori sui temi economici.

Tutt’altra storia però quando si inizia a parlare di diritti e di immigrazione. I sondaggi nazionali, in ogni caso, danno un Movimento Cinque Stelle solo in leggera flessione. Allo stesso tempo, però, segnalano l’avanzata impetuosa della Lega, ormai a pochi punti di distacco dai pentastellati.

Occorrerà verificate nei prossimi mesi se e quanto i grillini di sinistra accetteranno, nel lungo periodo, l’alleanza con un partito di destra che sta forzando la mano su molti temi, basti pensare alla vicenda della nave Aquarius.

I primi segnali arrivati dal voto nei Comuni non sono incoraggianti.

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