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Elezioni amministrative 2018 | Risultati definitivi | Tutti i comuni | Ecco chi ha vinto
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amministrative 2018 risultati
761 Comuni al voto per le amministrative del 10 giugno 2018

Elezioni amministrative 2018 | Risultati definitivi | Tutti i comuni | Ecco chi ha vinto

La diretta dello spoglio delle elezioni amministrative 2018 con tutti i risultati

amministrative 2018 risultati
761 Comuni al voto per le amministrative del 10 giugno 2018

Elezioni amministrative 2018 | Risultati definitivi | Tutti i comuni | Ecco chi ha vinto 

Lunedì 11 giugno – Risultati definitivi

  • Treviso e Vicenza

A Treviso è stato eletto il candidato della Lega. Mario Conte, il nuovo sindaco, ha superato al primo turno il 54 per cento dei consensi, distanziandosi di oltre 15 punti dal sindaco uscente Giovanni Manildo (Pd) che nel 2013 aveva compiuto un’impresa conquistando la guida della città, storica roccaforte del Carroccio.

Anche a Vicenza ha vinto il centrodestra, mentre sono diversi i comuni con oltre 15mila abitanti che andranno al ballottaggio. Fra questi Adria e San Donà di Piave.

  • Brescia

A Brescia è stato riconfermato sindaco il candidato di centrosinistra Emilio Del Bono. Paola Vilardi, del centrodestra, si è fermata al 38,1 per cento. Risultato deludente per il Movimento Cinque Stelle, il cui candidato, Guido Ghidini, ha ottenuto appena il 5,4 per cento.

  • Siena e Pisa

Nei tre comuni capoluogo di provincia nei quali si è andati al voto (Pisa, Siena e Massa), storiche roccaforti del centrosinistra, i candidati del Pd sono arrivati al ballottaggio, ma la loro riconferma domenica 24 giugno non è affatto scontata.

In tutte e tre i comuni la sfida al ballottaggio sarà con i candidati del centrodestra, dal momento che la Lega è ovunque in forte crescita.

A Siena si andrà al ballottaggio tra il candidato di centrosinistra Bruno Valentini, sindaco uscente, e l’avvocato sostenuto dal centrodestra Luigi De Mossi.

A Pisa il candidato leghista Michele Conti si presenterà al ballottaggio in vantaggio dopo aver conquistato il 33,36 per cento.

  • Imola

Imola avrà la sua prima sindaca donna, ma non sappiamo ancora se sarà  la candidata sindaco M5S Manuela Sangiorgi (29,3 per cento) o Carmen Cappello, sostenuta dal Pd e dagli alleati (42 per cento). Le due candidate si sfideranno al ballottaggio.

“Dopo 73 anni abbiamo portato Imola al ballottaggio”, ha commentato la capogruppo regionale del Movimento, 5 stelle, Silvia Piccinini. “Un risultato straordinario, del quale tutti dovremmo essere orgogliosi, frutto di un lavoro di squadra che ha portato attivisti e portavoce ad un traguardo davvero inimmaginabile fino a qualche anno tempo fa”.

  • Ancona

Anche ad Ancona si andrà al ballottaggio. Uno dei due sfidanti, il candidato sindaco di centrodestra Stefano Tombolini, ha avanzato una proposta di “contratto” con le forze di opposizione in consiglio comunale.

“Spero che riusciremo a metterci insieme, anche attraverso un contratto basato sui programmi, in modo da arrivare ad avere i numeri giusti per cambiare la città”, ha detto rivolgendosi ai due schieramenti fuori dal ballottaggio, con i quali arriverebbe a superare il 50 per cento: M5s e anche la lista civica di sinistra ‘Altra Idea di Citta”.

Al ballottaggio andrà anche il sindaco uscente, Valeria Mancinelli, che ha superato il 47 per cento delle preferenze al primo turno.

  • Trapani, Catania, Messina e Ragusa

L’esponente del centrosinistra Giacomo Tranchida è il nuovo sindaco di Trapani con il 70,68 per cento, secondo il risultato definitivo fornito dall’ufficio elettorale della Regione siciliana.

Tranchida diventa primo cittadino dopo un anno di commissariamento, conseguente al caos delle ultime amministrative. In quell’occasione, i guai giudiziari di alcuni candidati e il mancato raggiungimento del quorum dei votati, avevano reso vano il ricorso alle urne.

Vito Galluffo (Forza Italia) si è fermato al 13,45 per cento, mentre Giuseppe Mazzonello (M5s) è rimasto all’11,77 per cento.

Catania i risultati definitivi confermano la vittoria del centrodestra e di Salvo Pogliese con il 52,29 per cento dei consensi. Il rivale del centrosinistra Enzo Bianco si ferma al 26,41 per cento. Giovanni Grasso del Movimento cinque stelle è al 15,91 per cento.

A Ragusa, amministrata per cinque anni dal Movimento cinque stelle, il dato definitivo conduce al ballottaggio tra l’esponente pentastellato Antonio Tringali (22,67 per cento) e Giuseppe Cassì, appoggiato da Fratelli d’Italia e tre liste civiche (20,83 per cento).

Fuori Antonio Calabrese, sostenuto dal Pd, e Maurizio Tumino indicato da Forza Italia.

Messina non sono stati ancora prodotti risultati definitivi. Andrà sicuramente al ballottaggio Dino Bramanti, che si ferma poco sotto il 30 per cento. A sfidarlo sembra che sarà Cateno De Luca e non il candidato del centrosinistra Antonio Saitta.

  • Gli altri comuni

Nel Lazio si è votato in 47 Comuni e in due Municipi di Roma (III e VIII) che hanno visto affluenza molto bassa, sotto il 30 per cento. Alla Garbatella vince il centrosinistra al primo turno. A Montesacro sarà ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra.

Nel borgo terremotato di Ussita è stato eletto con 165 voti Vincenzo Marini.

Vittorio Sgarbi è il nuovo sindaco di Sutri, nel viterbese.

In un comune in provincia di Catanzaro, San Mango d’Aquino, un candidato sindaco ha ottenuto quasi il 100 per cento dei consensi.

Avanza il centrodestra, M5s perde terreno

Le elezioni di ieri vedono complessivamente in vantaggio il centrodestra. Ancora in crisi il Pd, anche nelle città storicamente legate al centrosinistra. La sorpresa è il Movimento 5 stelle, che tre mesi dopo il successo alle elezioni nazionali perde terreno, ma con conquista il ballottaggio in alcuni comuni.

L’affluenza rilevata alle ore 23 (ora della chiusura dei seggi) è stata del 61,19 per cento, sulla base dei dati raccolti dal Viminale in 623 comuni dei 760 chiamati alle urne per le elezioni comunali. Alle precedenti elezioni omologhe la percentuale era stata del 67,24 per cento . Il dato non tiene conto del risultato della Sicilia, gestito direttamente dalla Regione e non dal Viminale.

Complessivamente il centrosinistra aveva 16 sindaci nei comuni capoluogo di provincia e per ora ne riconferma solo uno (a Brescia) e perde in almeno 9.

Il centrodestra ne aveva tre e oggi festeggia invece a Treviso, Catania, Vicenza e Imperia, mentre è andato vicino alla vittoria al primo turno a Siracusa e Barletta.

Il Movimento 5 Stelle non sfonda. Aveva il sindaco di Ragusa e si deve accontentare di correre ai ballottaggi in tre città: Avellino, Terni e la stessa Ragusa (dove potrebbe sfidare FdI).

In Sicilia, altra regione dove M5s ha avuto risultati record nell’uninominale il 4 marzo, molto dipende dai singoli candidati.

Gli altri comuni dove il centrosinistra governava sono Sondrio, Massa, Pisa, Siena, Ancona (ballottaggi col centrodestra), Avellino (ballottaggio con M5s).

Il centrosinistra sarà però al ballottaggio nei comuni di Teramo e Brindisi, finora governati dal centrodestra.

Risultati parziali, comune per comune

A Treviso è stato eletto il candidato della Lega, che ha ottenuto oltre il 50 per cento dei consensi.

A Brescia è stato riconfermato sindaco il candidato di centrosinistra, con un risultato deludente per M5S.

Nel centro Italia, ex roccaforte della sinistra, a Pisa si registra una forte crescita della Lega, mentre a Massa Carrara possibile un ballottaggio centrodestra-centrosinistra.

A Siena, ex feudo dem, si profila il ballottaggio tra il candidato di centrosinistra Bruno Valentini, sindaco uscente, e l’avvocato sostenuto dal centrodestra Luigi De Mossi.

A Imola, provincia di Bologna, ci sarebbe la prospettiva di un inedito ballottaggio Pd-M5S.

Ad Ancona, unico capoluogo di regione, crollo dell’affluenza rispetto alle politiche. Si profila un ballottaggio Pd-centrodestra, che sostiene un civico.

A Catania confermata la vittoria del candidato del centrodestra, con il 51,81 per cento dei voti.

A Ragusa, retta dal M5S, i dem sono invece dati in forte crescita e i pentastellati rischiano.

Il centrodestra fa bene anche a Messina, dove il secondo posto al ballottaggio è conteso.

A Terni il probabile ballottaggio sarà tra centrodestra e M5s. A Ivrea e Iglesias tra centrosinistra e centrodestra.

Nel Lazio si è votato in 47 Comuni e in due Municipi di Roma (III e VIII) che hanno visto affluenza molto bassa, sotto il 30 per cento. Alla Garbatella vince il centrosinistra al primo turno.

A Montesacro sarà ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra.

Nel borgo terremotato di Ussita è stato eletto con 165 voti Vincenzo Marini. Vittorio Sgarbi è il nuovo sindaco di Sutri, nel viterbese.

In Campania, ad Avellino, il centrosinistra sarebbe in vantaggio e M5S anche qui in calo rispetto alle politiche.

In Puglia potrebbero andare al ballottaggio a Brindisi Forza Italia e Pd, a Barletta il candidato di liste civiche trasversali e quello del M5S.

In un comune in provincia di Catanzaro, San Mango d’Aquino, un candidato sindaco ha ottenuto quasi il 100 per cento dei consensi.

Domenica 10 giugno –  Alle 12 affluenza al 19,92 per cento

Alle ore 12 l’affluenza nei seggi dove si vota per le elezioni comunali è del 19,92 per cento. Il dato, fornito dal Viminale, è relativo a 623 dei 761 comuni in cui si vota.

Mancano all’appello i comuni siciliani. In Sicilia infatti il dato sull’affluenza è gestito direttamente dalla Regione.

Nella scorsa tornata elettorale amministrativa, alla stessa ora l’affluenza era stata del 14,48 per cento.

Le elezioni amministrative

Domenica 10 giugno i cittadini di 761 comuni italiani sono chiamati alle urne per eleggere i sindaci e i consigli comunali. Le elezioni amministrative 2018 coinvolgono 6.749.654 cittadini. In caso di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci, si voterà domenica 24 giugno.

Si tratta di un importante banco di prova, alla luce delle recenti alleanze di governo, per verificare la tenuta dei partiti dopo le elezioni politiche di marzo e le regionali di aprile (Friuli Venezia GiuliaMolise e Valle d’Aosta). La Lega e il centro destra si sono affermati in tutte e tre le regioni, staccando di vari punti i candidati di Movimento 5 stelle e Pd.

Dei 761 comuni in cui si terranno le elezioni amministrative, 2 sono capoluoghi di provincia, 1 capoluogo di regione, 109 sono città superiori ai 15mila abitanti e 652 comuni pari o inferiori a 15.000 abitanti.

A questo link è possibile consultare tutti i comuni al voto.

I capoluoghi di provincia coinvolti sono Brescia, Sondrio, Imperia, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Siena, Ancona, Terni, Viterbo, Teramo, Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. Nello stesso giorno si voterà per rinnovare i consigli circoscrizionali del III e del VIII municipio di Roma Capitale.

questo link tutti i candidati sindaco delle principali città italiane.

I seggi rimangono aperti dalle 7 alle 23. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.

In tutta Italia sono sei i comuni che sarebbero dovuti andare al voto, ma non sono state presentate liste elettorali. Si tratta di un comune calabrese, San Luca, noto per essere il “quartier generale” della ‘ndrangheta, e altri 5 comuni sardi (Austis, Magomadas, Ortueri, Putifigari e Sarule). Questi comuni saranno commissariati.

Il comune di San Luca è stato sciolto per infiltrazioni mafiose il 17 maggio 2013 dal Consiglio dei ministri e da allora non ha un sindaco né un consiglio comunale.

Come si vota alle amministrative in Italia

Nei Comuni con più di 15mila abitanti si vota con un sistema elettorale maggioritario a doppio turno mentre nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 15mila abitanti si vota con il sistema maggioritario a turno unico.

Nel 1993 è stato introdotto in Italia il nuovo sistema elettorale per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione diretta dei sindaci.

Il sistema di tipo maggioritario è stato introdotto dalla legge n.81 del 1993 e prevede l’elezione diretta del sindaco. Nel precedente sistema proporzionale le alleanze e la scelta su chi avrebbe effettivamente governato avvenivano a risultato elettorale acquisito.

Esistono due differenti modalità di voto: la prima riguarda i comuni con meno di 15.000 abitanti e la seconda riguarda i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.

Nel primo caso nella scheda è indicato, a fianco del contrassegno, il candidato alla carica di sindaco. L’elettore ha diritto di votare per un candidato alla carica di sindaco, segnando il relativo contrassegno. Può esprimere un voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale compreso nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto.

Nei comuni più popolosi invece l’elettore può votare per una lista attribuendo così il voto anche al candidato sindaco collegato (tracciando il segno sul relativo contrassegno di lista) oppure può votare solo per il candidato sindaco non esprimendo la preferenza per alcuna lista.

Si può votare per un candidato sindaco e per la lista ad esso collegata o in alternativa può votare per un candidato sindaco e per una lista non collegata (c.d. “voto disgiunto”).

Infine l’elettore potrà manifestare un solo voto di preferenza per un candidato alla carica di consigliere.

L’elezione del sindaco è contestuale a quella dei consiglieri comunali collegati alla medesima lista.

Nei comuni sino a 15.000 abitanti è eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti ed alla lista vengono attribuiti tanti voti quanti quelli attribuiti al sindaco.

Alla lista del candidato sindaco eletto vengo assegnati i 2/3 dei seggi assegnati al consiglio, i restanti seggi vengono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste nell’ambito di ciascuna lista i candidati vengono eletti consiglieri secondo l’ordine delle cifre individuali, costituite dalla cifra di lista aumentata dei voti di preferenza.

Nei comuni più popolosi di 15mila abitanti è eletto sindaco il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi, se nessun candidato riesce a ottenerla si procede al ballottaggio a cui partecipano i due candidati più votati alla prima tornata e risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto la maggioranza relativa.

Non sono ammesse al riparto dei seggi le liste che abbiano ottenuto meno del 3 per cento dei voti.

Agevolazioni di viaggio per gli elettori fuori sede

In occasione delle elezioni amministrative di domenica 10 giugno 2018 (con eventuale ballottaggio domenica 24 giugno) nelle Regioni a statuto ordinario, in Sicilia e in Sardegna, gli elettori che si recheranno a votare nel proprio comune di iscrizione elettorale potranno usufruire delle agevolazioni di viaggio applicate da enti o società che gestiscono i relativi servizi di trasporto.

Visita questo link per maggiori informazioni.

I documenti per accedere al voto

L’elettore deve presentarsi al seggio con un documento d’identità con foto, valido o anche scaduto purché consenta l’identificazione.

L’altro documento fondamentale è la tessera elettorale.

In caso di smarrimento, deterioramento o furto, oppure in caso di completamento degli spazi sulla tessera, è possibile richiedere il duplicato presentandosi di persona all’Ufficio elettorale del proprio comune, che resterà aperto per tutta la giornata del voto.

Gli italiani all’estero

Gli italiani residenti all’estero possono votare alle elezioni amministrative venendo in Italia a votare presso il comune di iscrizione nelle liste elettorali.

A tal fine i comuni inviano ai nostri connazionali all’estero le cartoline-avviso con l’indicazione della data della votazione.

Per le elezioni amministrative non è, infatti, previsto il voto per corrispondenza all’estero.

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