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Balotelli: “Brutto non essere italiano fino a 18 anni”. Salvini: “Lo “ius soli” non è una priorità”
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balotelli salvini
L'attaccante della Nazionale Mario Balotelli

Balotelli: “Brutto non essere italiano fino a 18 anni”. Salvini: “Lo “ius soli” non è una priorità”

L'attaccante della Nazionale ha parlato alla presentazione del libro "Demoni". Poi la risposta del vicepremier

05 Giu. 2018
balotelli salvini
L'attaccante della Nazionale Mario Balotelli

L’attaccante della Nazionale Mario Balotelli, presente alla presentazione a Torino del libro “Demoni” di Alessandro Alciato in cui ha un capitolo dedicato, ha voluto mandare una stoccatina al vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno Matteo Salvini che nei giorni scorsi aveva parlato di SuperMario capitano della Nazionale.

“Dove andrò a giocare? Chiedetelo all’avvocato Rigo (collaboratore di Raiola, presente in sala, ndr). Anzi, a lui ho detto “Salvini lo sa dove io vado a giocare””.

Poi Mario si è fatto serio e ha parlato di quando ha subito atti di razzismo, ma non solo: “È stato un momento durissimo per me. E in questo senso vorrei fare un piccolo appello”.

“Io sono nato in Italia, ho vissuto in Italia, avevo studiato in Italia e il fatto di non esser considerato italiano fino a 18 anni ha rappresentato la parte peggiore della mia vita. E in questo senso la legge italiana dovrebbe fare qualcosa”.

Prima di andare via ha poi voluto ringraziare il ct Roberto Mancini “una persona speciale” e precisare: “Davvero non so dove andrò a giocare, se in Italia o all’estero. Se Torino mi piace? Sì, è una bella città”.

Nel primo pomeriggio è poi arrivata la risposta di Salvini: “Caro Mario, lo “ius soli” non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti, dietro al pallone”, il tweet del vicepremier.

Nei giorni scorsi Salvini si era espresso così sulla possibilità di vedere Balotelli con la fascia da capitano della Nazionale: “Il capitano deve essere rappresentativo e deve giocare bene a pallone, non deve essere bianco, giallo o verde”, le sue parole ai microfoni di Rtl 102.5.

“Spero che l’allenatore sceglierà il capitano non per motivi sociologici, filosofici e antropologici, ma perché è un ragazzo che fa spogliatoio, umile e che gioca bene – aggiunse -. Magari Balotelli mi stupirà, ma negli anni passati non mi è sembrata una persona umile in grado di mettere d’accordo tutti”.

Qualche giorno prima Balotelli, dal ritiro azzurro, aveva parlato dell’opportunità di diventare capitano: “È ora che l’Italia diventi come tanti Paesi e integri persone che vengono da fuori, come fa la Francia o l’Inghilterra”, ha detto.

“Per me essere capitano non cambierebbe più di tanto. Io sono qui per fare gol, non per fare il capitano. Si può essere un esempio anche senza fascia – le sue parole -. Invece potrebbe essere un segnale per tutti gli immigrati che vengono in Italia e vedono uno come me, originario africano, diventare il capitano della Nazionale”.

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