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Ci sono alcune cose che le persone credono cancerogene, ma che in realtà non lo sono
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Ci sono alcune cose che le persone credono cancerogene, ma che in realtà non lo sono. Credit: Pixabay

Ci sono alcune cose che le persone credono cancerogene, ma che in realtà non lo sono

Alcuni fattori legati all'aumento del rischio di cancro sono più che certi, come fumare sigarette o bere alcolici. Ma altri sono solo frutto di false credenze comunemente diffuse

02 Mag. 2018
cose persone credono cancerogene
Ci sono alcune cose che le persone credono cancerogene, ma che in realtà non lo sono. Credit: Pixabay

Le cose che le persone credono cancerogene | Lo studio | Istruzione, età, e status socioeconomico | Da dove vengono le false credenze?

Ci sono cose che vengono comunemente considerate come fattori legati all’aumento del rischio di cancro, ma che in realtà non lo sono.

Lo dimostra una nuova indagine dello University College di Londra, secondo cui le persone hanno difficoltà a individuare i veri fattori che aumentano il rischio di cancro da quelli falsi.

Lo studio

La ricerca, svolta nel Regno Unito, ha coinvolto un campione di 1300 persone scelte casualmente. Ai soggetti è stato chiesto di selezionare le cose o i comportamenti che causano il cancro.

Gli articoli includevano fattori di rischio noti e reali come fumare, bere alcolici, essere infettati dal papilloma virus umano ed essere sovrappeso.

Ma includevano anche cose e comportamenti che, sebbene comunemente ritenuti fattori di rischio, in realtà non lo sono. Tra questi: stress, cellulari e alimenti geneticamente modificati.

Lion Shahab, autore principale dello studio e professore di psicologia della salute presso l’University College di Londra, ha spiegato che non è chiaro se i risultati possano essere applicati anche ad altri paesi e culture, dal momento che lo studio è stato svolto nel Regno Unito.

In risposta, la professoressa statunitense di epidemiologia presso il Rutgers Cancer Institute del New Jersey ha spiegato: “Penso che lo studio possa essere confermato negli Stati Uniti. Oggi le informazioni, comprese quelle sulla salute, viaggiano velocemente attraverso i media elettronici e i social”.

Istruzione, età, e status socioeconomico

Ma, ha aggiunto, credere a informazioni false dipende probabilmente anche da altri fattori, come il livello di istruzione e l’età.

I risultati dello studio hanno mostrato che il 52 per cento delle persone riusciva a identificare gli effettivi fattori di rischio. Mentre il 29 per cento individuava nei falsi fattori un vero rischio.

Ad esempio, un terzo delle persone che ha partecipato al sondaggio riteneva che il cibo geneticamente modificato aumentasse il rischio di cancro e più del 40 per cento riteneva che lo stress e gli additivi alimentari facessero lo stesso.

Ma non ci sono prove scientifiche che qualcuna di queste cose aumenti il ​​rischio di cancro. Il che solleva la domanda: da dove vengono queste credenze?

I ricercatori hanno rilevato che i giovani tendono a essere più consapevoli di ciò che è vero e ciò che è falso rispetto alle persone anziane che hanno partecipato al sondaggio.

Questo risultato potrebbe essere dovuto dal fatto che i giovani utilizzano di più i social media e riescono a distinguere meglio le notizie false da quelle reali.

Ma potrebbe anche essere causato da motivi culturali di più ampio respiro, tra cui l’essere più critici sulla ricezione delle informazioni, ha detto Shahab.

I giovani potrebbero anche essere più inclini ad accettare la tecnologia senza un occhio critico, ha aggiunto. Dunque è normale che non abbiano indicato falsi fattori come cellulari o oggetti elettronici tra le cause del cancro.

Lo studio ha anche rivelato che le persone bianche, con uno status socioeconomico più elevato e più istruite, erano più consapevoli di ciò che in realtà poteva aumentare il rischio di cancro.

Da dove vengono le false credenze?

“Penso che ci vengano fornite molte informazioni nell’età in cui viviamo, e penso che le persone potrebbero avere difficoltà a differenziare ciò che è vero da ciò che non lo è”, ha detto Shahab a Live Science.

Ci sono molti studi che escono in continuazione, e alcuni possono essere fraintesi, o esagerati dai media, ha aggiunto.

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