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Elezioni Ungheria 2018 | Orban vince con il 49 cento | Diretta

Tutte le ultime notizie e aggiornamenti in tempo reale sulle elezioni parlamentari 2018 in Ungheria

Immagine di copertina
Viktor Orban. Credit: AFP PHOTO / ATTILA KISBENEDEK

Elezioni Ungheria 2018 | Orban in vantaggio | Diretta

Domenica 8 aprile 2018 in Ungheria si tengono le elezioni parlamentari per il rinnovo dei 199 componenti dell’Assemblea nazionale, l’unica camera del parlamento magiaro.

Il primo ministro uscente, Viktor Orban, al potere dal 2010, punta al suo quarto mandato, il terzo consecutivo. La sua riconferma è probabile, ma non scontata. Qui di seguito tutti gli ultimi aggiornamenti e alcune cose utili da sapere per approfondire.

Gli ultimi aggiornamenti:

9 aprile – ore 07.00 – Orban vince con il 49,5 per cento – Il premier uscente Viktor Orban vince in misura netta le elezioni presidenziali ungheresi, raccogliendo il 49,5 per cento dei voti. È quanto emerge quando lo spoglio delle schede è oltre il 90 per cento. Il partito di Orban, Fidesz, e il suo alleato Partito popolare Cristiano democratico, si aggiudicherebbero 133 seggi sui 199 totali. Con questa massa di voti potrà modificare la Costituzione e far passare le leggi che sollevano preoccupazioni nell’Unione europea.

Il partito nazionalista Jobbik è al secondo posto con il 20 per cento dei voti, mentre l’alleanza tra socialisti e verdi è data al 12 per cento e Lmp, il principale partito ecologista del paese, si attesta al 7 per cento. Da segnalare l’elevata affluenza alle urne, pari al 61,7 per cento.

“Abbiamo vinto, grazie per averci dato fiducia, per esservi uniti a noi”, ha dichiarato Orban davanti a migliaia di sostenitori riuniti a Budapest. “Questa è una vittoria decisiva, in futuro saremo in grado di difendere la nostra madrepatria”.

8 aprile – ore 12.10 – I sondaggi indicano che il partito del premier ungherese Viktor Orban (Fidesz) è in vantaggio.

– ore 11.00: Quando si saprà chi ha vinto: intorno alle 23 di questa sera, domenica 8 aprile, si saprà chi ha vinto.

– ore 10.30: sono attesi alle urne 8.3 milioni di cittadini aventi diritto al voto. I seggi sono aperti dalle 6 del mattino e chiuderanno alle ore 19 di questa sera domenica 8 aprile.

– ore 10.00: Gli sfidanti principali sono Gergely Karacsony, candidato premier della coalizione verdi-socialisti, e Gabor Vona del partito nazionalista Jobbik ( leggi sotto per approfondire).

I candidati

I candidati per la carica di premier sono sei:

  • Viktor Orban, 54 anni, sostenuto da una coalizione che raggruppa il partito di destra Fidesz – Unione Civica Ungherese, e il Partito popolare Cristiano democratico;
  • Gábor Vona, 39 anni, sostenuto dal partito nazionalista Jobbik;
  • Gergely Karácsony, 42 anni, sostenuto dalla coalizione tra il Partito socialista e il partito ecologista Dialogo per l’Ungheria;
  • Bernadett Szél, 41 anni, sostenuta dal partito ecologista Lehet Más a Politika (Lmp);
  • Ferenc Gyurcsány, 57 anni, sostenuto dal partito liberal-socialista Coalizione democratica (Dk);
  • Viktor Szigetvári, 39 anni, sostenuto da Együtt, partito liberal-socialista.

Come si vota

In Ungheria si vota con turno unico. L’attuale sistema elettorale ungherese, introdotto nel 2010 su volontà politica del premier Orban, prevede che il 60 per cento dei seggi sia assegnato con sistema maggioritario e il restante 40 per cento con criterio proporzionale.

Tradotto in seggi, dei 199 posti totali, 106 sono assegnati con collegi uninominali e 93 distribuiti proporzionalmente tra le varie liste in base ai voti ottenuti.

La soglia di sbarramento è fissata al 5 per cento per i singoli partiti, al 10 per cento per le coalizioni formate da due partiti e al 15 per cento per quelle composte da almeno tre partiti.

I sondaggi

I sondaggi stimano che il partito di Orban, Fidesz, raccoglierà tra il 30 e il 40 per cento delle preferenze, ma alcune rilevazioni prevedono un’affermazione vicina al 50 per cento.

Jobbik viene dato intorno al 17 per cento, mentre il Partito socialista, che sostiene il verde Karácsony, viene stimato al 10 per cento, così come Coalizione democratica. Il resto de voti è disperso fra i partiti minori, con valori intorno all’1 per cento.

Alla fine di febbraio il partito di governo, Fidesz, ha subito una netta sconfitta nell’elezione comunale della cittadina di Hodmezovasarhely, nel sud del paese. Peter Marki-Zay, candidato sostenuto dall’intero spettro dell’opposizione, ha ottenuto il 57,5 per cento dei voti, contro il 41,5 per cento del candidato di Fidesz, Zoltan Hegedus.

Determinante, in quel caso, è stata l’affluenza record alle urne, arrivata al 63 per cento in una circoscrizione che, nel rispetto delle medie nazionali, non andava oltre il 53.

Secondo gli osservatori, in caso di alta partecipazione al voto dell’8 aprile, il partito di Orban potrebbe finire secondo in una serie di collegi uninominali. 

Chi è Viktor Orban

Viktor Orban è il secondo leader più longevo dell’Unione europea dopo la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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Formatosi all’Università di Oxford, nel Regno Unito, l’attuale premier ha fondato nel 1988 Fidesz-Alleanza dei Giovani Democratici, partito conservatore con una forte connotazione anti-comunista. L’età massima per essere iscritti era 35 anni. Nel 1990 il partito ha sfiorato il 10 per cento e Orban è stato eletto in parlamento.

Nel corso degli anni Novanta, Fidesz si è dapprima affermato come formazione liberale e impegnata nelle battaglie per i diritti civili per poi spostarsi su posizioni più conservatrici, collocandosi nell’area del centrodestra. Il partito ha anche cambiato nome: da Alleanza dei Giovani Democratici a Unione Civica Ungherese. Il limite dei 35 anni è stato abolito.

Nel 1998 Orban è stato eletto per la prima volta premier: durante il suo primo mandato ha portato avanti un programma basato su liberalizzazioni e maggiore integrazione dell’Ungheria nell’Unione europea. C’era lui al potere quando Budapest è entratata nella Nato.

Il leader di Fidesz è tornato al potere nel 2010. Forte di una maggioranza politica dei due terzi, il suo governo ha introdotto profonde modifiche alla Costituzione ungherese, rafforzando i poteri dell’esecutivo e attirandosi da più parti accuse di autoritarismo.

In campo economico Orban ha progressivamente abbandonato le politiche liberiste dei primi anni, orientando le proprie politiche verso un potenziamento del settore pubblico. In politica estera si è avvicinato alla Russia di Vladimir Putin e ha manifestato posizioni fortemente anti-immigrazione.

Il suo elettorato elettorato non è più quello delle élite filo-europee delle grandi città, ma quello dei ceti medio-bassi e dei contadini.