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Quanto guadagna in media un italiano, e quanto prende di pensione

Gli ultimi dati diffusi dall'Inps e dal ministero dell'Economia segnalano nel 2017 un lieve aumento del reddito per gli italiani rispetto all'anno precedente. Le pensioni però sono molto basse

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Reddito medio accettabile, ma pensioni da fame. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati dall’Inps e dal ministero dell’Economia.

Nel 2017 il reddito complessivo dichiarato dagli italiani è lievemente aumentato rispetto al 2016 (+1,2 per cento, pari a 10 miliardi).

Emerge che in media un italiano percepisce un reddito di 20.940 euro all’anno, pari a 1.745 euro al mese. Il dato va ovviamente spacchettato in molteplici componenti.

Ad esempio, il reddito medio di un lavoratore autonomo ammonta a 41.740 euro, ben più alto di quello di un lavoratore dipendente (20.680 euro) e di un pensionato (17.170 euro).

Per quanto riguarda gli imprenditori, il reddito medio è pari a 21.080 euro.

La regione più “ricca” è la Lombardia (media di 24.750 euro), la più “povera” la Calabria (14.950 euro). In generale, nelle regioni del Sud il reddito medio è cresciuto di meno rispetto alla media nazionale.

Bonus di 80 euro restituito da 1,7 milioni di persone

I dati del ministero dell’Economia rivelano anche come il bonus di 80 euro introdotto dal governo Renzi sia stato restituito da 1,7 milioni di contribuenti. Il 52 per cento di questi, pari a 900mila persone, ha dichiarato una restituzione integrale del bonus.

Tra queste persone, tuttavia, 1,1 milioni hanno però beneficiato della restituzione delle ritenute Irpef indebitamente versate.

Il 70 per cento delle pensioni italiane è sotto i mille euro

Il dato più preoccupante è però quello diffuso dall’Inps, e riferito all’importo medio delle pensioni italiane.

Secondo quanto emerge, ben il 70 per cento dei pensionati italiani riceve un assegno inferiore a mille euro, un dato che sale all’86 per cento per le donne.

Va specificato che questo dato non tiene conto delle pensioni pubbliche e di quelle dello spettacolo, che in media sono più alte. Il totale delle pensioni erogate nel 2017 è stato di 17.886.623, 143mila in meno rispetto al 2016.

Un altro elemento di cui tenere conto è che questo dato si riferisce alla singola pensione, non considerando quindi la somma dei diversi trattamenti di cui un pensionato può beneficiare.

Un altro dato interessante è quello delle pensioni anticipate: ne hanno fatto richiesta, nel 2017, 160.142 persone, con un aumento del 25 per cento rispetto all’anno precedente.

L’età media di pensionamento, nel 2017, è stata di 63,5 anni, rispetto ai 63,2 del 2016.

Attualmente in Italia la pensione di vecchiaia scatta a 66 anni e sette mesi per gli uomini e a 65 anni e 7 mesi per le donne che lavorano come dipendenti private (66 anni e un mese invece per le lavoratrici autonome).

Dal 2019 in pensione a 67 anni

Lo scorso ottobre l’Istat ha confermato che per gli italiani che oggi hanno 65 anni l’aspettativa di vita è cresciuta di cinque mesi rispetto al 2013.

Ciò significa che, per effetto della legge Fornero, che adegua automaticamente l’età pensionabile all’aspettativa di vita, dal 2019 in Italia si andrà in pensione a 67 anni, mentre invece per la pensione anticipata ci vorranno 42-43 anni di contributi.

TPI aveva chiesto a Francesco Iacovone, sindacalista dell’Usb, di commentare la notizia. Iacovone era stato molto critico (qui l’intervista integrale):

“Come sarà? Chiedetelo alla commessa, alla cassiera, al macellaio o al magazziniere. Chiedetegli se in questo settore, come in altri, è umano andare in pensione a 67 anni, chiedetegli se l’azienda stessa li sopporterà fino a quell’età o li “sostituirà” con forze più fresche e a buon mercato”.

Campagna regione lazio

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