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Stati Uniti, aggiunta nuova controversa domanda al censimento del 2020

Gli stati americani governati dai democratici si sono opposti alla misura, che “creerebbe un clima di paura e di sfiducia nelle comunità degli immigrati”

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Il censimento negli Stati Uniti è obbligatorio e si tiene ogni 10 anni.

Per la prima volta dal 1950, il censimento che si terrà nel 2020 negli Stati Uniti d’America conterrà la domanda“Sei un cittadino americano?”.

L’introduzione del quesito sulla cittadinanza è stata richiesta dal Dipartimento di giustizia e attuata dal Dipartimento del commercio.

I dati raccolti serviranno per decidere come ripartire le risorse governative e per evitare che le minoranze siano discriminate, spiega Wilbur Ross, segretario del Dipartimento del commercio.

Queste informazioni aiutano anche il governo a definire i distretti elettorali a livello statale e locale e stabilire quanti seggi assegnare nel Congresso e nella Camera dei rappresentanti ai singoli Stati.

Gli stati americani governati dai democratici si sono opposti all’introduzione della domanda nel censimento, perché ritengono che sia una mossa del governo repubblicano per alterare gli equilibri del potere e cambiare il peso delle circoscrizioni e di alcuni Stati americani.

La California e lo stato di New York stanno cercando di bloccare l’iniziativa utilizzando le vie legali.

Secondo il Procuratore generale della California, Xavier Becera, il quesito violerebbe la Costituzione americana e “creerebbe un clima di paura e di sfiducia nelle comunità degli immigrati”.

Gli stati governati dai democratici che ospitano una grande quantità di migranti hanno osservato che l’introduzione della nuova domanda nel censimento rischia di produrre un effetto contrario, perché meno persone risponderanno.

La domanda rientra nella politica “xenofoba e contro gli immigrati condotta dall’amministrazione di  Trump”, riferisce Kristen Clarke, presidente del Comitato degli avvocati per i diritti civili, all’agenzia britannica Reuters.

Il censimento negli Stati Uniti è obbligatorio e si svolge ogni dieci anni.

Secondo quanto affermato di recente dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel 2016 milioni di immigrati illegali avrebbero preso parte alle elezioni presidenziali. Ma la dichiarazione non ha avuto altri riscontri.