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Cavie umane e scimmie usate per testare i gas di scarico delle auto tedesche

I gruppi Bmw-Mini, Daimler-Benz e Volkswagen hanno effettuato esperimenti su persone e scimmie per verificare la nocività dei gas di scarico

Immagine di copertina

I principali costruttori di auto tedesche, il gruppo Bmw-Mini, il gruppo Daimler-Benz e il gruppo Volkswagen, hanno effettuato dei test su persone e scimmie per verificare la nocività dei gas di scarico nel 2015.

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È quanto rivela un documento del New York Times del 28 gennaio 2018.

Secondo il dossier prodotto dal quotidiano statunitense, nel laboratorio della “Lovelace Respiratory Research Institute” di Albuquerque, in New Mexico, dieci scimmie giavanesi sono state rinchiuse in una stanza per quattro ore mentre gli veniva fatta respirare aria inquinata con i gas di scarico delle auto.

Per distrarre i primati veniva proiettato un cartone animato.

Secondo la Bild, che ha ripreso l’inchiesta, tutte e dieci le scimmie sono ancora vive, ma “non si sa in quale stato di salute”.

Gli esperimenti delle case automobilistiche iniziarono nel 2012, quando uno studio dell’organizzazione mondiale della sanità bollò i gas di scarico delle auto come cancerogeni.

Klaus Kronaus, presidente dell’associazione tedesca contro gli esperimenti sugli animali, ha dichiarato: “Le scimmie sono animali che hanno bisogno di muoversi molto, già tenerle ferme per 4 ore corrisponde a una tortura. Il gas di scarico ha poi messo a rischio la loro salute”.

I giornali tedeschi Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung hanno rivelato che gli scienziati statunitensi di Albuquerque non si sarebbero limitati ai test sulle scimmie, ma anche su cavie umane.

Nel mirino ci sono gli esperimenti effettuati dai tre colossi automobilistici tedeschi, che avrebbero “usato volontari per prove di respirazione” di aria inquinata per un tempo di quattro ore.

Alcuni tecnici del “Lovelace Respiratory Research Institute” avrebbero infatti valutato con gli ingegneri tedeschi circa la possibilità di testare la reazione di cavie umane all’esposizione ai gas di scarico.

I colossi dell’automobile, attraverso i propri dirigenti, negarono il permesso.

Lo stesso direttore generale della fondazione tedesca per l’ambiente, Michael Spalleck, intervenne per stoppare l’idea.

Ma la bocciatura, a quanto pare, non impedì la realizzazione dei test.

I giornali tedeschi, infatti, hanno rivelato che gli esperimenti, effettuati in un ospedale universitario nella città di Aquisgrana in Germania, hanno riguardato 25 volontari umani nel 2013 e nel 2014.

Per diverse ore le cavie umane sono rimaste esposte a diversi livelli di biossido di azoto (No2).

Si tratta della forma più tossica di ossido di azoto e comunemente negli scarichi dei motori diesel.

Dallo studio scaturito dai test, i ricercatori non avrebbero riscontrato “nessun effetto significativo”.

Thomas Kraus, il capo del dipartimento competente dell’ospedale di Aquisgrana, ha confessato che i risultati erano viziati per la scarsità del campione preso in esame, senza poi tener conto dell’inquinamento atmosferico generale.

Il policlinico ha fatto sapere che i test sui gas di scarico fatti sulle persone furono realizzati per verificare la sicurezza delle condizioni di lavoro dei dipendenti dell’industria dell’auto.

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L’European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector, Eugt, l’organismo voluto dalle marche di automobili per effettuare studi e ricerche sulle emissioni dei motori diesel, è finito nell’occhio del ciclone.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha preso posizione condannando fermamente i test effettuati sui gas di scarico.

“Questi test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico. L’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile”, le sue parole.

Si è espresso anche il ministro tedesco ai trasporti e all’agricoltura di Berlino, Christian Schmidt: “Questa nuova vicenda dimostra che la fiducia nell’industria automobilistica è nuovamente intaccata. Tutto questo è inaccettabile, i gruppi coinvolti devono dare delle spiegazioni”.

Il gruppo Daimler, che controlla tra le altre la Mercedes-Benz, ha nel frattempo avviato un’indagine interna.

In una nota si legge: “L’Eugt è stato fondato nel 2007 da diverse aziende del settore automobilistico, con lo scopo di operare ricerche nell’ambito della tossicologia, l’allergologia, l’epidemiologia e la medicina dell’ambiente. Tutti i lavori di ricerca commissionati all’Eugt sono stati accompagnati e verificati da un comitato consultivo composto da scienziati di rinomate università e istituti di ricerca, dalla selezione alla presentazione dei risultati. Lo studio in oggetto è stato commissionato su raccomandazione del comitato consultivo per la ricerca Eugt”.

La nota prosegue: “Alla luce di quanto premesso, ci teniamo a fare immediata chiarezza sulla posizione del Gruppo Daimler, ribadendo la nostra posizione in merito a quanto emerso:

Ci dissociamo espressamente dagli studi e dall’Eugt.
Siamo sconvolti dalla natura e dalla portata degli studi e dalla loro attuazione.
• Condanniamo gli esperimenti nel modo più assoluto.
• L’approccio di Eugt contraddice i nostri valori ed i nostri principi etici.
• Anche se Daimler non ha avuto influenza sulla progettazione dello studio, abbiamo avviato un’indagine approfondita sulla questione”.

Anche il gruppo Bmw ha negato ogni responsabilità: “Non conduciamo studi su animali e non abbiamo preso parte a questa sperimentazione”, fanno sapere dalla sede di Monaco di Baviera.