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Chi è Sora Aoi, la pornostar giapponese che ha insegnato il sesso alla Cina

L'attrice ha pubblicato una foto del suo anello di fidanzamento sui social media e in 48 ore il post ha ottenuto oltre 170mila commenti e 830mila "mi piace" su Weibo, la versione cinese di Twitter

Immagine di copertina

L’annuncio del matrimonio di Sora Aoi, attrice ed ex pornostar giapponese, ha scatenato molte reazioni sui social media cinesi.

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La Aoi, infatti, ha ricoperto un ruolo significativo nella vita sessuale di molti giovani utenti di internet in Cina.

Il primo gennaio 2018 l’attrice ha pubblicato una foto del suo anello di fidanzamento sui social media, dando la lieta notizia ai suoi fan in tutto il mondo.

Nell’arco di 48 ore, il post ha ottenuto oltre 170mila commenti e 830mila “mi piace” su Weibo, la versione cinese di Twitter.

La foto della Aoi che mostra l’anello di fidanzamento

“Siamo cresciuti con i tuoi film e ti supporteremo come sempre”, ha detto un fan.

Un altro utente di Weibo ha detto: “Sarai sempre la mia dea… Ti auguro felicità”.

Sora Aoi ha iniziato la sua carriera nel cinema porno nei primi anni 2000, con più di 90 film all’attivo.

“Per molti cinesi che non sono riusciti a ottenere un’adeguata educazione sessuale durante la loro adolescenza, Sora Aoi è diventata un’insegnante”, ha detto alla Bbc il 27enne Liu Qiang, uno dei tanti fan della pornostar.

La popolarità di Sora Aoi in Cina è cresciuta proprio mentre nel paese si stava sviluppando l’utilizzo di internet e la contestuale diffusione di ogni tipo di contenuto, compresi materiali pornografici illegali.

Il signor Liu era solito guardare e condividere con gli amici i film porno della Aoi attraverso dispositivi Mp4 ai tempi delle scuole superiori.

“Sora Aoi ha colto il momento giusto per giungere in Cina”, afferma il professor Wai-ming Ng del Dipartimento di studi giapponesi dell’Università di Hong Kong. “Quando divenne popolare nel paese, la Cina si stava aprendo al mondo esterno in vari modi, anche in termini di sessualità”.

In Cina l’educazione sessuale sia nelle scuole sia nelle famiglie è limitata e il porno diventa di conseguenza una fonte chiave di informazioni per i giovani.

Durante uno studio condotto dalla Peking University nel 2009 citato dalla Bbc, sono stati distribuiti oltre 22mila questionari tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Sono stati invitati a rispondere a tre domande sulla salute riproduttiva, ma solo il 4,4 per cento dei partecipanti è riuscito a rispondere correttamente a tutte le domande.

Lin Yinhe, prima sessuologa cinese, ha messo in guardia sul fatto che il porno venga usato come strumento di educazione sessuale.

“Il porno descrive il sesso in modo esagerato e alcuni uomini potrebbero essere ‘ingannati’ mentre si confrontano con gli attori porno”, ha detto la signora Li alla Bbc.

La Aoi ha dichiarato di aver sempre “apprezzato il lavoro da pornostar” per averla fatta viaggiare e averla messa in contatto con tanti fan in tutto il mondo.

La donna ha aperto il suo account Twitter l’11 aprile 2010 e subito la notizia si è diffusa in Cina, dove Twitter è bandito, spingendo molti cinesi a superare la censura governativa usando dispositivi VPN per seguire la Aoi sui social media.

Quella notte fu poi soprannominata “la notte di Sora Aoi”.

Sette mesi dopo, ha aperto un account su Weibo, il microblog cinese simile a Twitter, ottenendo oltre 18 milioni di follower, più di Taylor Swift e David Beckham.

La Aoi si è ritirata ufficialmente dalla pornografia nel 2011, intraprendendo la carriera di attrice e cantante.

Sembra impensabile che una attrice giapponese abbia riscontrato così tanto successo tra i cinesi, visti i rapporti da sempre non idilliaci tra i due paesi.

Wenwei Huang, uno scrittore cinese che vive in Giappone, è convinto che la Aoi abbia effettivamente svolto un ruolo mitigante nelle relazioni civili tra Cina e Giappone.

Il professor Wai-ming Ng afferma che il fenomeno Sora Aoi in Cina è un simbolo di come, nell’epoca della globalizzazione, il modo in cui le persone si definiscono non sia modellato solo dalle nazionalità, ma anche dal consumo di contenuti multimediali.