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Negli Usa una donna è stata incriminata per prestiti in bitcoin all’Isis

Zoobia Shahnaz, 27enne originaria del Pakistan, rischia fino a 20 anni di reclusione per ciascuna delle accuse di riciclaggio di denaro e fino a 30 per quella di frode bancaria

Immagine di copertina
Credit: Jaap Arriens/NurPhoto)

Giovedì 14 dicembre una donna di New York è stata incriminata per il riciclaggio di bitcoin e altre criptomonete con lo scopo di elargire prestiti di denaro a militanti del sedicente Stato Islamico.

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La notizia è stata diffusa da BBC Fox News.

Zoobia Shahnaz, un’assistente di laboratorio di 27 anni originaria del Pakistan, è stata inoltre accusata di frode bancaria. Rischia fino a 20 anni di reclusione per ciascuna delle accuse di riciclaggio di denaro e fino a 30 per l’accusa di frode bancaria.

La donna avrebbe stipulato prestiti fraudolenti per l’acquisto online di bitcoin per un totale di 85mila dollari, corrispondenti a poco più di 72mila euro.

Shahnaz aveva lavorato in un ospedale di Manhattan fino a giugno. Il mese successivo, dopo aver ottenuto il passaporto pakistano, aveva prenotato un volo per il suo paese con scalo a Istanbul, con l’intenzione da lì di recarsi in Siria.

La donna è stata arrestata all’aeroporto John F. Kennedy di New York. Nel bagaglio trasportava 9.500 dollari in contanti, poco meno dei 10mila che una persona può portare fuori dal paese senza prima dichiararli.

Secondo il suo avvocato, Steve Zissou, i soldi raccolti da Shahnaz sarebbero stati inviati all’estero con lo scopo di aiutare i rifugiati siriani.

“Le immagini della sofferenza della popolazione siriana l’hanno colpita a tal punto da spingerla a fare qualcosa per dare un piccolo contributo”, ha detto Zissou fuori dal tribunale.