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Trump non condanna pubblicamente le violenze della guerra alla droga di Duterte

Il presidente statunitense ha incontrato il suo omologo filippino nell'ultima tappa del tour istituzionale in Asia. Breve confronto sulla violenta lotta al narcotraffico ma nessuna condanna pubblica

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Credit: Afp

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha incontrato il suo omologo filippino, Rodrigo Duterte, nel corso della visita di stato a Manila, ultima tappa del tour istituzionale in Asia che nei giorni scorsi lo ha portato in Giappone, Corea del Sud, Cina e Vietnam.

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I due hanno avuto un breve confronto sulla questione dei diritti umani nel contesto della violenta guerra al narcotraffico avviata da Duterte l’anno scorso nella quale hanno perso la vita già quasi quattromila persone, in base a quanto stabilito dalla polizia locale.

Tuttavia, l’argomento non è stato centrale nel dibattito di 40 minuti tra Trump e Duterte: secondo Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, i due leader si sono concentrati su “lotta allo Stato Islamico e al traffico di sostanze stupefacenti illegali”.

Il presidente statunitense ha detto di avere “un grande rapporto” con il suo omologo filippino, che da parte sua non ha mai nascosto la simpatia nei confronti del tycoon newyorchese dopo aver criticato pesantemente il suo predecessore, Barack Obama, che aveva condannato i metodi violenti adottati dal governo filippino per combattere il narcotraffico.

Una questione sulla quale il presidente filippino non sembra disposto a fare marcia indietro. Solo la settimana scorsa, infatti, Duterte aveva detto che avrebbe invitato Trump a “lasciarlo in pace” nel caso in cui quest’ultimo avesse voluto trattare il tema della violazione dei diritti umani nel paese.

Trump non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito e, nel corso della conferenza stampa, entrambi i leader hanno preferito non rispondere alle domande dei giornalisti in materia. “Non è un comunicato stampa. È un incontro bilaterale”, ha detto Rodrigo Duterte.

Lo scorso maggio, il presidente statunitense era finito sotto il mirino delle associazioni umanitarie per aver fatto i complimenti al leader filippino per “l’ottimo lavoro” nella lotta alla droga.

Usa e Filippine, ex colonia statunitense, sono alleati strategici dai tempi della Seconda guerra mondiale. Tuttavia, la poca stima espressa dal presidente filippino nei confronti della precedente amministrazione di Washington aveva portato a un incrinamento dei rapporti, con Duterte più interessato a migliorare i rapporti con Cina e Russia.

Tensioni che, considerando l’entusiasmo espresso da Donald Trump, sembrano destinate a essere superate senza difficoltà: “Indubbiamente nel recente passato le relazioni tra i due paesi hanno conosciuto alti e bassi, soprattutto nell’ultima fase dell’amministrazione Obama. Tuttavia, il presidente Donald Trump ha ricucito lo strappo e migliorato la situazione”, ha detto Alan Peter Cayetano, ministro degli Affari Esteri delle Filippine.

In questo senso è eloquente il gesto di Rodrigo Duterte che, nel corso della cena di gala del summit di Manila di domenica 12 novembre, ha cantato per Donald Trump una tradizionale canzone d’amore filippina intitolata “Ikaw”.