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Cosa vuol dire soffrire di disturbi alimentari, raccontato in una serie di scatti

La fotografa austriaca Mafalda Rakoš racconta in una serie di immagini e testimonianze le storie di alcune ragazze che frequentano un gruppo di sostegno per superare disturbi alimentari

Immagine di copertina
Foto di Mafalda Rakoš

I want to disappear – Approaching Eating Disorders, progetto realizzato dalla giovane fotografa austriaca Mafalda Rakoš, racconta tramite immagini e parole le storie di alcune donne che soffrono di disturbi alimentari.

Venti ritratti per presentare un male diffuso ma quasi sempre vissuto nel silenzio. Proprio il desiderio di fare uscire l’argomento dall’ombra ha convinto l’artista a frequentare un gruppo di sostegno dove poter conoscere ragazze disposte a parlare dei loro problemi e liberarsi da un peso insopportabile.

Foto di Mafalda Rakoš

La maggior parte delle partecipanti al progetto fotografico sono state felici di poter finalmente condividere le proprie storie senza filtri, consapevoli del fatto che spesso i media offrono rappresentazioni non del tutto veritiere riguardo i disturbi alimentari.

“Non si tratta semplicemente di essere magri”, ha detto Rakoš. “Questo tipo di disturbi, proprio come le dipendenze, sono il risultato di una serie complicata di eventi, traumi e casualità. Non è una questione di fisico, ma di testa”.

Foto di Mafalda Rakoš

Alcune di loro però hanno preferito restare anonime. Queste le parole dell’artista: “Ho provato a essere il più possibile sensibile e rispettosa. Un no può sempre trasformarsi in un sì, non importa quanto a fondo si sia disposti a scavare”.

Uno dei suoi ricordi più forti dell’esperienza è legato a un’immagine che è stata scartata dal progetto finale. Nella foto si vede una donna anoressica di fronte a un uomo totalmente vestito di nero: una figura che rappresenta il disprezzo per se stessi.

Un progetto doloroso e difficile da portare avanti a livello emotivo, che la giovane fotografa austriaca è riuscita a terminare solo grazie a un grande senso di responsabilità nei confronti delle donne che vi hanno partecipato.

Foto di Mafalda Rakoš

 

Foto di Mafalda Rakoš

 

Foto di Mafalda Rakoš