Me
Chi è l’uomo responsabile dell’attentato alla moschea di Londra
Condividi su:
Darren Osborne, 47 anni, originario di Cardiff e padre di 4 figli, era stato arrestato dopo l'attacco presso la moschea, nelle prime ore di lunedì 19 giugno

Chi è l’uomo responsabile dell’attentato alla moschea di Londra

Darren Osborne, ha 44 anni e vive a Cardiff. È lui l'autista del furgone che nella notte tra domenica e lunedì si è scagliato sui fedeli musulmani a Finsbury Park

20 Apr. 2018
Darren Osborne, 47 anni, originario di Cardiff e padre di 4 figli, era stato arrestato dopo l'attacco presso la moschea, nelle prime ore di lunedì 19 giugno

Poco dopo la mezzanotte di lunedì 19 giugno, un furgone è piombato su un gruppo di fedeli musulmani a Finsbury Park a nord di Londra, vicino a una moschea dalla quale stavano uscendo le persone radunate per le preghiere del Ramadan.

Un uomo è morto e dieci persone sono state trasportate in ospedale, tre risultano in gravi condizioni. Altri feriti sono stati medicati sul posto.

 L’autista del furgone è agli arresti accusato di “preparazione e istigazione al terrorismo, incluso omicidio e tentato omicidio”. Il suo nome è Darren Osborne, ha 44 anni e vive a Cardiff. Scotland Yard ha perquisito il quartiere di Cardiff dove risiede la famiglia Osborne.

 L’uomo cresciuto a Weston-super-Mare, una località marittima vicino Bristol, è padre di quattro figli, e risulta sconosciuto ai servizi di sicurezza britannici negli ambienti dell’estremismo o dell’estremismo di estrema destra.

“Lo conosco, vivo qui da cinque anni e quando sono arrivato era già qui. Se avessi avuto bisogno di qualcosa sapevo che mi avrebbe aiutato”, ha dichiarato alla Bbc un vicino di casa di nome Saleem Naema.

Un altro vicino di casa di nome Khadijeh Sherizi ha aggiunto: “era una persona normale. Ieri pomeriggio cantava in casa con i suoi figli. Mi sembrava educato e gentile”.

 Osborne, prima dell’intervento delle forze di polizia, era stato bloccato dalla folla e buttato a terra, rischiando il linciaggio. Un imam è intervenuto per salvarlo.

 

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus