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Un farmaco potrebbe aver indotto Chris Cornell al suicidio
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Un farmaco potrebbe aver indotto Chris Cornell al suicidio

La moglie del musicista ha avanzato l'ipotesi che alcuni medicinali che suo marito usava per l'ansia potrebbero essere responsabili della sua morte

19 Mag. 2017

È di ieri 18 maggio la notizia dell’improvvisa morte del musicista statunitense Chris Cornell, cantante 52enne noto per essere stato il frontman di due notissime band come i Soundgarden e gli Audioslave.

Cornell è morto mercoledì notte a Detroit dopo un concerto dei Soundgarden svoltosi al Fox Theater, e alcune ore dopo la diffusione della notizia il medico legale ha indicato in un suicidio per impiccagione la causa del decesso.

La moglie del cantante aveva chiamato un amico di famiglia e gli aveva chiesto di controllare come stesse Cornell, e quando l’amico ha aperto con la forza la porta della camera d’albergo ha trovato Cornell riverso sul pavimento del bagno.

Il 19 maggio è stato diffuso un comunicato da parte della moglie del musicista, Vicky Cornell, che ha dichiarato di credere che alcuni medicinali legali di cui suo marito faceva uso per curare l’ansia possano essere responsabili della sua morte.

Ecco il contenuto comunicato, che sembra avanzare l’ipotesi di un suicidio indotto da una dose eccessiva di medicinali in grado di causare paranoia e tendenze suicide:

“La morte di Chris è una perdita che lascia sgomenti e che ha creato un vuoto nel mio cuore che non sarà mai riempito. Come tutti quelli che lo conoscevano potranno confermare, Chris era un padre e un marito devoto. Era il mio migliore amico. Il suo mondo girava innanzitutto intorno alla sua famiglia e poi, naturalmente, alla sua musica. Ha preso un aereo per tornare a casa per la festa della mamma e trascorrere del tempo con la famiglia.

Era ripartito a mezzogiorno di mercoledì, il giorno del concerto, dopo aver trascorso del tempo con i bambini. Quando ci siamo sentiti prima dello show, abbiamo parlatodi una vacanza per il Memorial Day e di altre cose che pianificavamo di fare. Quando abbiamo parlato dopo lo spettacolo ho notato che tendeva a farfugliare le parole, era diverso dal solito. Quando mi ha detto che probabilmente aveva preso un Ativan o due più del solito, ho contattato la sicurezza e ho chiesto di controllarlo. Quello che è successo è inspiegabile e spero che le relazioni mediche forniscano ulteriori dettagli. So che amava i nostri figli e che non avrebbe mai fatto loro del male togliendosi intenzionalmente la vita”.

L’avvocato del cantante, Kirk Pasich, ha confermato che Cornell aveva una prescrizione medica per il farmaco Ativan, che in Italia ha un equivalente nel Tavor, ed è un medicinale usato per curare attacchi di ansia e di panico.

“La letteratura medica indica che l’Ativan può causare pensieri paranoici o suicidi, alterazione dell’abilità di parlare e del giudizio”, ha dichiarato Pasich. “Senza i risultati delle prove tossicologiche, non sappiamo ancora cosa sia successo a Chris – o se le medicine abbiano contribuito alla sua scomparsa”.

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