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Perché in Giappone stanno finendo le patatine in busta

Nel paese la fornitura di patate è diventata critica e il prezzo delle patatine in sacchetto è sei volte più alto rispetto al normale

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In Giappone le patatine in busta stanno scomparendo. E quelle che si trovano ancora sugli scaffali dei negozi giapponesi hanno prezzi altissimi. Il motivo? I tifoni e gli allagamenti che hanno distrutto le piantagioni della zona di Hokkaido nell’agosto del 2016. La regione, infatti, è la fonte di quasi l’80 per cento della produzione di patate in tutto il paese.

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Il 10 aprile Calbee, una delle più grandi aziende del settore in Giappone, ha annunciato che sospenderà temporaneamente la vendita di 15 varietà di patatine in sacchetto. 

Per il Giappone quello del 2016 è stato il peggior raccolto da 34 anni a questa parte, portando anche un’altra azienda, Koike-ya, a ritirare dagli scaffali sette prodotti e sospendere temporaneamente la distribuzione di altri nove. 

Per gli amanti delle patatine si è scatenato il panico. Alcuni di loro hanno deciso di comprare le scorte per il futuro. E una volta che le mensole dei supermercati si sono svuotati, i prezzi della vendita online sono schizzati alle stelle, arrivando a essere sei volte più alti rispetto al normale.

Per esempio, un pacchetto di patatine al sapore di pizza della Calbee, solitamente venduto a circa 2 dollari, è ora in vendita a 12 dollari. 

“Stiamo facendo tutto il possibile per riprendere le vendite”, ha detto il portavoce dell’azienda Rie Makuuchi a Bloomberg, aggiungendo che il tentativo è di importare le patate dagli Stati Uniti e di chiedere agli agricoltori dell’isola di Kyushu di anticipare il raccolto. 

La crisi di patate in Giappone non sembra destinata a finire e non colpirà solo le patatine in busta. La fornitura di patate potrebbe diventare sempre più complicata anche nelle cucine dei ristoranti e dei fast food. 

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