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Il museo degli epic fail commerciali peggiori della storia

Lo psicologo Samuel West ha raccolto i peggiori errori delle aziende in fatto di innovazione e ha creato un museo in Svezia per imparare dagli insuccessi altrui

Immagine di copertina

Si chiama museo dei fallimenti e ha lo scopo di insegnare qualcosa ai suoi visitatori sulla base degli insuccessi altrui. Si tratta di un’esposizione delle innovazioni che non sono riuscite a fare presa sul pubblico, raccolte dallo psicologo Samuel West.

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A metà tra il ridicolo e l’assurdo, la mostra visibile da giugno 2017 a Helsingborg, in Svezia, è composta da circa 60 elementi che dimostrano quanto possa essere rischioso per un’azienda lanciarsi in innovazioni mai provate prima. Tra gli esempi più significativi la lasagna della Colgate, la penna per donne della Bic e il profumo all’aroma di pelle della Harley Davidson.

(Il profumo all’aroma di pelle della Harley Davidson. Credits: Samuel West. L’articolo continua dopo la foto)


Ma anche Coca-Cola BlāK, una bevanda al gusto di caffé che ha avuto vita breve durando solo due anni, tra il 2006 e il 2008. E in Nokia N-Gage, un dispositivo uscito nel 2003 e progettato come gioco portatile che doveva essere aperto per poter essere utilizzato come smartphone.

(Nokia N-Gage. Credits: Samuel West. L’articolo continua dopo la foto)

L’idea che ha portato West a cominciare la sua speciale collezione è che il successo in fondo è ripetitivo, mentre l’insuccesso è sempre unico e spettacolare. E solo grazie alle dinamiche dei fallimenti è possibile arrivare a un’innovazione che sia efficace.

“L’apprendimento è l’unico processo che trasforma il fallimento in successo. Se non impari dai tuoi fallimenti, allora hai fallito davvero”, spiega West a Quartz.

La mostra finisce per essere una celebrazione del fallimento come passaggio necessario per testare nuovi prodotti. La mostra, divisa in categorie, contiene soprattutto gli scivoloni di grandi aziende che hanno provato a lanciare sul mercato delle estensioni dei loro prodotti di punta.

I motivi dei fallimenti sono diversi e possono essere legati a un’idea sbagliata, alla percezione negativa da parte dei consumatori o semplicemente a una realizzazione scadente. Ci sono poi gli esempi di aziende che non sono state in grado di adeguarsi ai tempi e hanno quindi firmato la loro fine. Blockbuster e Kodak sono i nomi più famosi di questa categoria.

(Una videocassetta di BlockbusterCredits: Samuel West)

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