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Home » Esteri

Trudeau ha dato la cittadinanza onoraria canadese al premio Nobel Malala Yousafzai

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La giovane attivista pakistana è stata la sesta persona a ricevere questo riconoscimento, nonché la più giovane di sempre ad aver parlato al parlamento canadese

“Chi uccide nel nome dell’Islam non è un musulmano”. Con queste parole l’attivista pakistana e premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai, ha esordito il 12 aprile davanti al parlamento canadese a Ottawa, in occasione della sua visita ufficiale nel paese. 

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Nella mattinata del 12 aprile, Malala ha incontrato il premier canadese Justin Trudeau, sua moglie Sophie e i deputati del parlamento canadese. Dopo il suo discorso, in cui ha esortato il governo canadese a proseguire nel suo impegno a sostegno dei rifugiati, la giovane pakistana ha ricevuto il riconoscimento di cittadina onoraria direttamente dalle mani di Trudeau. 

È la sesta persona a ricevere questo riconoscimento in Canada, e la più giovane di sempre. Questo privilegio era stato conferito in precedenza a cinque personaggi che hanno segnato la storia contemporanea, come Nelson Mandela e il Dalai Lama. 

Nel corso della cerimonia, Malala ha ringraziato il premier Trudeau per l’invito a visitare il paese, il quale ha elogiato le parole della giovane attivista pakistana in difesa dei diritti e dell’uguaglianza di genere femminile e dei rifugiati, “in un momento in cui il mondo è senza speranza”. 

“La sua storia è quella di una ragazza normale che fa cose straordinarie: un’eroina che quotidianamente difende senza paura le bambine e le ragazze che in diverse parti del mondo non possono andare a scuola”, ha commentato Trudeau. “È una persona incredibilmente umile”. 

Già nel 2014, Malala Yousafzai ricevette l’invito a visitare il Canada dal precedente governo conservatore – poco dopo aver vinto il premio Nobel per la Pace – per ottenere la cittadinanza onoraria canadese a Toronto. Ma la cerimonia fu rinviata a causa di un attacco a una guardia del cerimoniale lo stesso giorno in cui la giovane pakistana avrebbe dovuto parlare davanti al parlamento.

(Qui sotto l’intervento di Malala Yousafzai al parlamento canadese a Ottawa)

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