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La Russia dice che il disastro di Idlib è stato causato dall’arsenale chimico dei ribelli

Secondo il ministro della Difesa russo i bombardamenti delle forze siriane hanno colpito un deposito in cui c'erano laboratori per la produzione di armi chimiche

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Il ministro della Difesa russo ha riferito il 5 aprile che la contaminazione con agenti tossici che ha ucciso almeno 72 civili nella provincia di idlib in Siria è stata causata da una perdita dall’arsenale militare dei ribelli che controllano l’area.

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Il rappresentante del governo di Mosca ha precisato che il deposito era stato colpito il 4 aprile dai bombardamenti delle forze siriane. 

Gli Stati Uniti hanno condannato Bashar al-Assad per quella che è considerata una grave violazione delle norme internazionali. Damasco, però, ha subito negato l’utilizzo di armi chimiche sulla popolazione. 

“L’aviazione siriana ha compiuto un attacco su un deposito di armi dei terroristi a est di Khan Sheikhoun. Nel territorio del deposito c’erano laboratori per la produzione di armi chimiche”, ha spiegato in un video You Tube il portavoce del ministro Igor Konoshenkov. Secondo il ministro, le armi chimiche erano state usate dai ribelli nel 2016 ad Aleppo. 

La comunità internazionale ha espresso condanna per quanto accaduto in Siria. Francia e Regno Unito hanno preparato una bozza di risoluzione che sarà presentata durante il Consiglio di sicurezza straordinario delle Nazioni Unite convocato nel pomeriggio del 5 aprile a New York. Nel documento si invita il Segretario generale Antonio Guterres a un’indagine internazionale sull’utilizzo delle armi chimiche e alla verifica della collaborazione del governo siriano.

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