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Cosa disse Chuck Berry quando ascoltò per la prima volta il punk

Ecco alcuni dei giudizi che il padre del rock'n'roll diede nel 1980 su brani di gruppi allora giovani come Sex Pistols, Clash, Ramones e Talking Heads

Immagine di copertina

Chuck Berry, chitarrista e leggenda del rock’n’roll, è morto il 18 marzo a 90 anni nella sua casa in Missouri, negli Stati Uniti. 

Autore di classici della prima ondata del rock negli anni Cinquanta e Sessanta, da Johnny B. Goode a Maybellene, da You Never Can Tell a Roll Over Beethoven, Berry è considerato il padre fondatore del genere e ha influenzato con la sua musica intere generazioni, che gli hanno sempre riconosciuto il suo ruolo di pioniere.

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È generalmente poco noto cosa pensasse a sua volta Berry degli artisti e delle band venute dopo di lui, che prendendo spunto dai suoi accordi lo sostituirono ai vertici delle classifiche.

Risulta interessante e divertente un’intervista del 1980 su una rivista di nicchia chiamata Jet Lag, in cui Berry ammetteva di essere assolutamente poco informato sulla musica dei giovani dell’epoca.

Con l’occasione, l’intervistatore gli propose quindi di ascoltare alcuni singoli dei gruppi punk e new wave più in voga al momento, e di commentare i loro pezzi secondo i suoi gusti.

Ecco quindi alcuni dei giudizi che diede su brani (di cui alcuni diventati nel frattempo classici) di gruppi allora giovani come Sex Pistols, Ramones e Talking Heads:

Sex Pistols – God Save The Queen

“Che ha da essere così incazzato questo tizio? Il lavoro della chitarra e la progressione è come nelle mie canzoni. Buon ritmo. Non riesco a capire la maggior parte di quello che dice. Se devi proprio essere incazzato, almeno fai capire alla gente il motivo per cui lo sei!”.

The Clash – Complete Control

“Somiglia all’altra. Il ritmo e gli accordi funzionano bene insieme. Per caso il cantante aveva mal di gola quando ha registrato la voce?”

Ramones – Sheena is a Punk Rocker

“Un pezzo carino per saltare un po’. Mi ricordano di me quando ho iniziato, anch’io conoscevo solo tre accordi”.

The Romantics – What I Like About You; 20-20 – Cherie; The Beat – Different Kind of Girl

“Finalmente qualcosa con cui si può ballare. Suona parecchio come una roba degli anni Sessanta con qualcuno dei miei riff buttato in mezzo per gradire. E per te questo è nuovo? Ho sentito questa roba un mucchio di volte. Non capisco il gran parlare che se ne fa”.

The Gladiators – Sweet So Till; Toots & the Maytals – Funky Kingston; The Selecter – On My Radio

“Queste sono buone, eleganti e soul. Ottime per ballarci a tempo. Suonano un po’ come il mio vecchio compare Bo Diddley, solo un po’ più lente. Anch’io ho fatto qualcosa di simile una volta su una canzone chiamata Havana Moon”.

Talking Heads – Psycho Killer

“Un pezzo bello funky, questo è sicuro. Mi piace parecchio il basso. Una buona miscela e un gran bel flusso. Sembra che il cantante, da come canta, abbia un brutto caso di panico da palcoscenico”.

Wire – I Am the Fly; Joy Division – Unknown Pleasures

“E così questa è la cosiddetta roba nuova. Niente che non abbia già sentito. Sembra una vecchia jam blues che BB e Muddy avrebbero suonato dietro le quinte al vecchio anfiteatro di Chicago. Gli strumenti potranno essere diversi, ma l’esperimento è lo stesso”.

Questa la rivista originale in cui Chuck Berry espresse i suoi giudizi:



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