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Il governo romeno perde un altro pezzo, si dimette il ministro della Giustizia

Florin Iordache ha rimesso il proprio incarico dopo le proteste contro la legge "salva corrotti". Prima era stato il titolare del Commercio a rinunciare all'incarico

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Dopo più di sette giorni di proteste di massa a Bucarest e nelle principali città romene, il 9 febbraio si è dimesso il ministro della Giustizia del governo Grindenau, Florin Iordache. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa. A gennaio, Iordache aveva proposto una legge che depenalizzava l’abuso di ufficio e altri reati di corruzione.

In seguito alle manifestazioni contro il decreto definito dall’opinione pubblica “salva corrotti”, il governo ha deciso di ritirare il testo proponendone un altro, ancora all’esame del parlamento. “Da quando sono arrivato al ministero della Giustizia, mi sono deciso ad attuare tutte le procedure legali per rimediare a una serie di problemi esistenti e di un certo rilievo”, ha detto Iordache prima di annunciare le dimissioni. Dopo la conferenza stampa, il primo ministro Sorin Grindeanu ha precisato che aveva già deciso di destituire Iordache dal suo incarico, e ha annunciato la possibilità di nominare un “tecnico” al dicastero della Giustizia.
 
L’8 febbraio il parlamento romeno ha respinto la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra contro l’esecutivo. “Abbiamo un dovere verso gli elettori, ed è quello di continuare a governare”, ha detto ai parlamentari Grindenau dopo il voto di fiducia. Dall’nizio di febbraio il premier ha ingaggiato un braccio di ferro con il capo dello Stato, Klaus Iohannis. Era stato quest’ultimo, dopo le proteste popolari, a suggerire al premier di fare un passo indietro.

Con le dimissioni di Iordache l’esecutivo perde così un altro pezzo. In seguito alle proteste di massa contro la legge sulla depenalizzazione dei reati, le più grandi dalla caduta del regime di Nicolae Ceaușescu, il 2 gennaio si era infatti dimesso il ministro del Commercio Florin Jianu.

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