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In Afghanistan un uomo ha tagliato le orecchie alla moglie per gelosia

La vittima, una donna di 21 anni, è ricoverata in condizioni stabili in un ospedale locale. La giovane ha raccontato di non conoscere il motivo della brutale aggressione

Immagine di copertina

Zarina ha solo 21 anni, ma si sente una miracolata. Nonostante la giovane età, la donna è stata vittima di violenza domestica da parte del marito. Tra le lacrime ha raccontato del momento in cui l’uomo che aveva sposata sette anni prima l’ha svegliata nel cuore della notte e legata a una sedia. Accecato dalla furia le ha reciso entrambe le orecchie. 

L’episodio è avvenuto domenica 29 gennaio 2017 nella provincia di Balkh, in Afghanistan. Le condizioni della donna sono stabili e al momento è ricoverata in una clinica della città. “Non ho commesso alcun peccato”, ha raccontato la giovane dal suo letto d’ospedale. “Non capisco perché mio marito mi abbia fatto questo”.

Dopo l’aggressione, il marito della donna si è dato alla fuga nel quartiere di Khasinda. Lo hanno riferito le autorità locali citate dai media locali. Zarina ha poi raccontato che l’attacco è avvenuto senza un motivo ben preciso. Ricorda solo di essere stata svegliata bruscamente dall’uomo. 

Zarina si era sposata all’età di 14 anni, ma i rapporti con il marito non erano mai stati buoni. In un’altra intervista rilasciata a un’emittente locale, Tolo News, la donna lamentava il fatto che il marito in diverse occasioni avesse cercato più volte di impedirle di vedere i suoi genitori.

“È un uomo molto geloso e possessivo, spesso mi ha accusato di aver parlato con uomini estranei nei pochi casi in cui mi ha concesso di far visita ai miei genitori”, ha raccontato Zarina. 

In base alla legge afghana, l’età legale perché una donna si sposi è fissata a 16 anni. Eppure, nonostante le nozze forzate siano vietate dall’Islam, nel paese la prassi di dare in sposa le proprie figlie in età precoce è diffusa.

Non esistono dati precisi che possano delineare il fenomeno, ma l’Afghanistan independent human rights – un’organizzazione indipendente afghana che si occupa di difendere i diritti umani – stima che il 60 e l’80 per cento dei matrimoni avvenga per via non consensuale e che il 15 per cento delle donne afghane si sposi prima di compiere i 15 anni. 

Il caso di Zarina è solo l’ultimo di una serie di abusi domestici e casi di violenza contro le donne in Afghanistan.

Nel gennaio del 2016, una giovane donna, Reza Gul, subì l’amputazione del naso da parte del marito. L’episodio ebbe luogo nel distretto di Ghormat, nella remota provincia nord occidentale di Faryab.  Nel mese di novembre del 2015, una ragazza è stata lapidata fino alla morte nella provincia di Ghor, dopo essere stata accusata di adulterio. Nel marzo dello stesso anno, un’altra giovane donna, Farkhunda, è stata picchiata e bruciata a morte da una folla dopo essere stata accusata di aver bruciato una copia del Corano. 

Nel 2014 un uomo recise una parte di naso alla moglie con un coltello di cucina nella provincia centrale di Daykundi. Non è chiaro se l’aggressore sia mai stato catturato. Nel 2010, il caso di Aisha ebbe un risalto internazionale. La ragazza fu ferita gravemente dal marito che le recise il naso e le orecchie come punizione per essere fuggita via. Il suo volto sfigurato venne pubblicato sulla copertina del Time. 

Gli abusi perpetrati fra le mura di casa ai danni delle giovani donne afghane non sono calati, nonostante il governo dell’allora presidente Hamid Karzai si fosse impegnato a introdurre una legislazione per proteggere le donne dalle violenze domestiche. 

Tuttavia, l’attuale primo ministro afghano Ashraf Ghani non ha ancora dato il suo assenso alla legislazione approvata dalla Camera bassa del parlamento afghano a novembre 2015 – e dalla Camera alta a dicembre 2015 – redatta per proteggere le donne e i bambini dalle violenze e dalle molestie.

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