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Scade il termine entro il quale Marine Le Pen avrebbe dovuto rimborsare il parlamento europeo

La leader del Front National avrebbe dovuto restituire circa 300mila euro per aver pagato con fondi Ue due assistenti che in realtà lavoravano per il partito

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È scaduto il termine entro il quale Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Front National ed europarlamentare, avrebbe dovuto restituire circa 300mila euro al parlamento europeo per uso improprio delle risorse dell’Unione.

Le Pen avrebbe assunto infatti due assistenti, Thierry Légier e Catherine Griset, per svolgere lavori in favore del partito francese pur essendo pagati dall’istituzione dell’Ue. Le Pen ha fatto sapere di non essere intenzionata a pagare e ha detto che si tratta di una vendetta politica.

Il termine è scaduto alla mezzanotte del 31 gennaio 2017. Se Le Pen non rimborserà il denaro, il parlamento manterrà la metà del suo stipendio come deputato al Parlamento europeo e altre indennità.

Klaus Welle, segretario generale del parlamento, aveva scritto a Le Pen nel mese di settembre 2016 chiedendo la prova che i suoi assistenti rispettassero i termini del loro rapporto di lavoro. A Le Pen era stato dato un mese per rispondere, ma non è mai giunta risposta. 

Il suo avvocato, Marcel Ceccaldi, ha detto di voler presentare ricorso presso la Corte di giustizia europea.

Tra aprile e maggio si terranno le elezioni presidenziali francesi. I sondaggi suggeriscono che Marine Le Pen parteciperà al ballottaggio, dove è probabile che si scontri con il candidato conservatore Francois Fillon o il centrista Emmanuel Macron. 

— Leggi anche: Chi è Marine Le Pen

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