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I boy scout americani ammetteranno per la prima volta i bambini transgender

La decisione è stata presa dopo che nel 2016 un bambino transgender di 8 anni del New Jersey aveva dovuto lasciare gli scout

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Ai bambini transgender che si identificano col sesso maschile sarà concesso unirsi ai boy scout statunitensi per la prima volta. In passato solo i bambini registrati come maschi nel certificato di nascita potevano far parte dell’organizzazione.

La decisione è stata presa dopo che nel 2016 un bambino di 8 anni del New Jersey, nato con caratteristiche femminili, aveva dovuto lasciare gli scout. Il provvedimento è immediatamente valido.

“Per oltre un secolo i boy scouts americani, insieme con le scuole, gli sport giovanili e le altre organizzazioni per ragazzi, hanno fatto riferimento alle informazioni contenute nel certificato di nascita per determinare l’idoneità ai programmi per soli bambini o sole bambine”, ha dichiarato The Boys Scouts of America, la più grande organizzazione giovanile negli Stati Uniti. “Questo approccio tuttavia non è più sufficiente dal momento che le comunità e le leggi statali hanno iniziato a interpretare in modo diverso l’identità di genere, e queste leggi cambiano notevolmente tra i vari stati americani”

Zach Wahls, cofondatore del gruppo Scouts for Equality si è detto orgoglioso della scelta dell’organizzazione. 

Kirstie Maldonado, la madre del bambino cui è stato chiesto di lasciare il gruppo, ha parlato di una grande opportunità per tutti, ma ha detto all’agenzia Associated press di essere ancora arrabbiata per il trattamento ricevuto dal figlio.

Gli scout statunitensi hanno eliminato solo nel 2013 il divieto che impediva ai gay di unirsi al gruppo. Due anni dopo è stata la volta del divieto per i leader omosessuali.

A differenza degli Stati Uniti, in Italia la posizione ufficiale della varie associazioni scout è di massima apertura. Tuttavia a maggio 2012 hanno fatto discutere le conclusioni di un seminario di studi dell’Agesci (l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani). L’associazione sosteneva che i capi scout omosessuali non avrebbero dovuto dichiarare il loro orientamento sessuale, per evitare di “turbare e condizionare i ragazzi”.

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