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La presidente della Corea del Sud ha chiesto al parlamento di decidere sulle sue dimissioni

Finora Park si era rifiutata di lasciare l'incarico, ma l'opposizione ritiene che la mossa di oggi sia un tentativo di evitare la messa in stato d'accusa

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La presidente sudcoreana Park Geun-hye ha chiesto al parlamento martedì 29 novembre 2016 di decidere come e quando dovrà rinunciare al suo mandato, dopo essere stata travolta da uno scandalo riguardante pressioni indebite sulla politica.

Il partito Democratico, principale formazione d’opposizione, ha respinto l’offerta di rimettere al parlamento ogni decisione, denunciandola come il tentativo di evitare la messa in stato di accusa.

Nessun presidente sudcoreano è finora stato costretto a interrompere prematuramente il proprio mandato — che dura cinque anni —, da quando esiste il corrente sistema democratico, ossia dal 1987.

La sua mossa lascia al parlamento il compito di risolvere la grave crisi politica in cui versa il paese. L’assemblea legislativa è dominata da una coalizione di partiti d’opposizione, dopo che alle elezioni dello scorso aprile il partito conservatore Saenuri ha inaspettatamente perso la maggioranza.

Se Park si dimettesse o se lo stato d’accusa votato dal parlamento dovesse essere confermato dalla Corte costituzionale, il paese andrebbe alle elezioni entro 60 giorni, per scegliere un nuovo presidente, mentre il primo ministro ne ricoprirebbe le funzioni ad interim.

Tuttavia, alcuni analisti ritengono che sia un lasso di tempo troppo breve perché i principali partiti individuino i candidati con i quali schierarsi, e che potrebbero volerci mesi prima che il parlamento trovi un accordo sulle modalità di cessione del potere da parte di Park.

“Lascio al parlamento ogni decisione circa il mio futuro, incluso l’accorciamento del mio mandato presidenziale”, ha dichiarato Park con voce ferma di fronte ai deputati.

“Rinuncerò al mio mandato secondo la legge, una volta che sarà individuato un modo stabile per trasferire l’amministrazione in maniera da ridurre al minimo il fermento politico e il vuoto di potere dopo la discussione tra il partito di governo e i partiti d’opposizione”.

Ma Park Kwang-on, esponente del partito Democratico ha detto che si tratta solo di un tentativo di rallentare il processo. “Potrebbe semplicemente dimettersi, invece sta chiedendo al parlamento di decidere quando dovrà farlo, perché sa che questo porterà a una discussione su quando tenere le elezioni presidenziali e ritarderà tutto”, ha dichiarato a Reuters.

Il mandato di Park, 64 anni, arriverà a scadenza naturale alla fine di febbraio 2018. La presidente ha pubblicamente fatto ammenda per lo scandalo sulle ingerenze sulla politica da parte di una sua amica personale, ma fino a oggi si era sempre rifiutata di lasciare l’incarico.

Sabato scorso, centinaia di migliaia di cittadini sudcoreani sono scesi in piazza per il quinto weekend di seguito chiedendo a gran voce le dimissioni di Park.

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