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Alcuni atti sessuali potranno essere censurati dai siti pornografici nel Regno Unito

Il Digital Economy Bill, discusso in questi giorni dal parlamento a Londra, potrebbe mettere fuori legge alcune forme di sessualità considerate anomale e disdicevoli

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Un nuovo disegno di legge in discussione al parlamento britannico potrebbe aprire la strada alla censura di moltissimi siti pornografici, o almeno di quelli che continueranno a offrire rappresentazioni esplicite di determinati atti sessuali.

Il Digital Economy Bill vuole infatti mettere al bando qualsiasi genere di atto che non sarebbe consentito pubblicare su un Dvd disponibile in commercio, il che limiterebbe notevolmente la rappresentazione della sessualità, escludendo molte forme di pornografia attualmente diffusi.

La norma è contenuta all’interno di una nuova legge sul digitale, nella parte relativa alle disposizioni con lo scopo di impedire ai bambini di accedere a siti web per adulti.

Gli attivisti hanno già etichettato questo disegno di legge come un’invasione nella vita sessuale delle persone. Jodie Ginsberg, amministratrice delegata dell’organizzazione Index on Censorship, ha dichiarato: “La regolamentazione di quale tipologia di sesso consensuale tra adulti possa essere visualizzato da un pubblico adulto non dovrebbe riguardare il governo”.

Foto e video che mostrano sculacciate, frustate, l’atto dell’urinare, l’eiaculazione femminile o il ciclo mestruale, ma anche il sesso in pubblico rischiano di rientrare tutti nel divieto.

Eventuali modifiche al Digital Economy Bill saranno discusse presso il parlamento britannico la prossima settimana, secondo il Dipartimento per la Cultura. Karen Bradley, Segretario di Stato per la Cultura, Media e Sport, ha dichiarato: “Il governo si impegna a mantenere i bambini al sicuro da contenuti pornografici dannosi online, e questo è esattamente quello che stiamo facendo”.

In molti hanno protestato soprattuto perché alcuni degli atti contenuti nella lista, come l’eiaculazione femminile, non sono gesti di violenza  e non avrebbero ragione di essere quindi considerati come contenuti in grado di creare esempi negativi per gli utenti.