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Il ministro dell’Economia russo è stato arrestato per corruzione

Alexei Ulyukayev è accusato per una tangente da 2 milioni di dollari per aver approvato un'acquisizione da parte di un colosso petrolifero da 5 miliardi di dollari

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Le autorità russe hanno arrestato il ministro dell’Economia Alexei Ulyukayev con l’accusa di corruzione in relazione a un’acquisizione da 5 miliardi di dollari operata dal gigante dell’industria petrolifera Rosneft. 

Il 60enne Ulyukayev il cui ministero sta supervisionando la privatizzazione dei beni di stato è il funzionario pubblico ancora in carica più alto in grado a essere sottoposto all’arresto dal collasso dell’Unione sovietica nel 1991 a oggi.

La Commissione d’indagine, l’agenzia di stato che investiga sui crimini maggiori, ha rilevato che Ulukayev ha ricevuto una tangente da 2 milioni di dollari per autorizzare la vendita di una quota di Bashneft, produttore di petrolio di taglia media, a Rosneft.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha riferito ai giornalisti che Putin era stato informato del caso all’avvio delle indagini. “Si tratta di accuse molto gravi, sulle quali solo il tribunale può esprimersi”, ha dichiarato Peskov.

Ha aggiunto di non sapere se l’operazione di Rosneft verrà ora sottoposta a revisione.

In effetti l’acquisizione di Bashneft da parte del gigante petrolifero era uno dei principali terreni di scontro tra campi opposti all’interno del Cremlino, secondo quanto appreso dall’agenzia di stampa Reuters.

L’uomo a capo di Rosneft, Igor Sechin, è uno degli uomini più potenti della Russia e un importante alleato di Putin. Ma l’accordo era osteggiato dal fronte dei liberisti economici all’interno del governo, vicini al primo ministro Dmitry Medvedev, che ritenevano preferibile Bashneft andasse agli investitori privati.

Inizialmente anche Ulukayev condivideva questa opinione, ma si è deciso infine a sottoscrivere l’accordo con Rosneft.

Ulukayev rivestiva il ruolo di ministro dell’Economia dal giugno 2013. Non appartiene al circolo ristretto del presidente Putin, dove predomina l’idea di un controllo dello stato sull’economia, ma nemmeno a quello avversario che predilige il liberismo economico.

L’alto funzionario è piuttosto un associato di Andrei Kostin, a capo del secondo istituto di credito più importante del paese, la Vtb, della quale presiede l’organo di vigilanza.