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Le nazioni del Regno Unito cercano un accordo per i negoziati post-Brexit

La premier Theresa May tenta di tenere il paese unito ed evitare la crisi istituzionale con Scozia e Irlanda del Nord

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Scozia, Irlanda del Nord e Galles avranno il loro spazio nei negoziati sulla Brexit. A chiarirlo è la premier britannica Theresa May, che prova a tenere unito il paese, diviso dalla scelta per il referendum del 23 giugno.

Lunedì 24 ottobre i leader di Scozia, Irlanda del Nord e Galles hanno incontrato May per discutere del ruolo che avranno le tre nazioni nei negoziati sulla Brexit, una questione spinosa che potrebbe innescare una crisi istituzionale nel Regno Unito.

Sia Irlanda del Nord che Scozia nel referendum del 23 giugno, infatti, hanno votato per restare nell’Unione europea, ma devono accettare il verdetto finale e dunque il divorzio da Bruxelles.

Il governo britannico ha proposto di creare un tavolo per le trattative con a capo del ministro incaricato della Brexit David Davis a cui siederanno rappresentanti dei tre governi del Regno Unito per discutere sulle procedure d’uscita, presentare proposte ed esprimere opinioni.

Galles, Scozia e Irlanda del Nord avevano criticato il governo di Londra per assenza di coordinamento nelle trattative sulla Brexit. In Irlanda del Nord in molti temono che l’uscita dall’Unione europea possa mettere in discussione l’accordo di pace del 1998 tra il governo e il partito cattolico del Sinn Féin e la fine della libertà di circolazione tra le due nazioni.

La prima ministra scozzese Nicola Sturgeon ha addirittura minacciato un nuovo referendum di indipendenza se le trattative assumeranno la forma di una “hard Brexit”, un divorzio traumatico con l’Unione europea.

Il governo vorrebbe arrivare a una posizione condivisa entro le festività natalizie, per potere avviare la procedura dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona e avviare i negoziati ufficiali con Bruxelles prima di marzo 2017.