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Nelle manifestazioni antigovernative in Congo sono morte almeno 44 persone

I cittadini chiedono le dimissioni del presidente Kabila, accusato di voler estendere il suo mandato oltre il limite costituzionale, e nuove elezioni

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La polizia della Repubblica democratica del Congo lunedì 19 settembre si è scontrata con i manifestanti scesi nelle strade della capitale Kinshasa per protestare contro quello che ritengono un tentativo del presidente Joseph Kabila di estendere il suo mandato oltre il limite consentito dalla costituzione.

L’opposizione accusa Kabila di stare provando a ritardare le elezioni con lo scopo di rimanere al potere oltre il limite di due mandati concesso dalla costituzione.

I dimostranti hanno innalzato barricate e incendiato auto. La polizia è intervenuta per disperdere la manifestazione, che è sfociata nella violenza.

Il bilancio ufficiale è di 44 morti, 37 manifestanti e 7 poliziotti. Un poliziotto è stato linciato dalla folla e il suo cadavere è stato dato alle fiamme.

Decine i manifestanti e i giornalisti arrestati, accusano le associazioni per la difesa dei diritti umani.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha confermato il bilancio delle vittime e ha fatto pressione sulle autorità congolesi per mettere un freno alle violenze, mentre gli Stati Uniti hanno minacciato nuove sanzioni per la nazione africana.

I dimostranti avevano organizzato una marcia di protesta sotto la sede della commissione elettorale per chiedere una data precisa in cui tenere le prossime elezioni.

La fine del mandato presidenziale di Kabila è atteso per il prossimo 20 dicembre. È stato eletto presidente nel 2001 dopo che suo padre Laurent era stato assassinato mentre ricopriva la carica.

L’opposizione sostiene che il presidente sta tentando di estendere la durata del suo mandato e i sospetti sono aumentati dopo che la commissione elettorale ha chiesto alla Corte costituzionale di rimandare le prossime elezioni a causa delle difficoltà di organizzare il voto nelle zone più isolate della nazione.

Già l’anno scorso vi erano state manifestazioni simili e decine di persone avevano perso la vita durante le proteste.

La vasta nazione dell’Africa centrale, ricca di minerali e materie prime, è tormentata dalla violenza delle milizie ribelli nelle regioni orientali del paese e da quando 55 anni fa ha ottenuto l’indipendenza dal Belgio non ha mai avuto una transizione di potere pacifica.

Milioni di persone sono morte nelle guerre regionali in Congo tra il 1996 e il 2003, in cui vennero coinvolti eserciti di altre sei nazioni africane.