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Ucciso il leader dell’Isis in Afghanistan e Pakistan

Hafiz Saeed Khan, ex comandante Taliban ormai fedele al sedicente califfo al-Baghdadi, è rimasto ucciso nel raid aereo di un drone americano il 26 luglio

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Un bombardamento aereo effettuato da un drone americano ha ucciso il leader dell’Isis in Afghanistan e Pakistan il 26 luglio 2016. A confermare la notizia del grave colpo inferto al sedicente Stato islamico è un portavoce del Pentagono.

La morte di Hafiz Saeed Khan è un evento importante nella lotta al sedicente califfato in un territorio a cavallo tra Afghanistan e Pakistan in cui sono già presenti movimenti estremisti come i Taliban e al-Qaeda.

Inoltre, si tratta del secondo leader jihadista ucciso dalle forze degli Stati Uniti in pochi mesi: a maggio, un altro raid compiuto da un drone in Pakistan aveva causato la morte del leader dei Taliban afghani Mullah Akhtar Mansour.

Tuttavia, l’Afghanistan è ancora preda di un conflitto che va avanti da 15 anni e i combattenti Taliban continuano a minacciare almeno due dei capoluoghi provinciali, Helmand e Kunduz. Secondo il governo americano, le forze governative avrebbero perso il 5 per cento del territorio nel corso di quest’anno.

L’Isis, invece, è confinato in una porzione di territorio ridotta ad alcuni distretti della provincia di Nangarhar, al confine col Pakistan, dove i miliziani – che sono per lo più ex Taliban – compiono incursioni sui villaggi e sulle postazioni governative.

Comunque, il rischio che il sedicente Stato islamico possa guadagnare terreno al di fuori di Iraq e Siria approfittando della situazione caotica in Afghanistan è reale e questa settimana il gruppo ha rivendicato un attacco nella città sudoccidentale pachistana di Quetta costato la vita ad almeno 74 persone. Tuttavia, va precisato che lo stesso attentato è stato rivendicato anche dai Taliban pachistani.

Qualche settimana fa, invece, l’Isis si è reso responsabile di un attacco a Kabul nel quale sono morte oltre 80 persone.

La morte di Khan era stata annunciata già l’anno scorso dall’intelligence afghana, ma mai confermata. Venerdì 12 agosto 2016, l’ambasciatore afghano in Pakistan Omar Zakhilwal aveva invece riferito a Reuters che questa volta la notizia era stata accertata dalle forze di sicurezza afghane.

“Posso confermare che il leader dell’Isis nel Khorasan (Afghanistan e Pakistan) Hafiz Saeed Khan è morto in un raid aereo del 26 luglio nel distretto di Kot, nella provincia afghana di Nangharhar, insieme ai suoi comandanti e soldati”, ha detto Zakhilwal.

Il portavoce del Pentagono Gordon Trowbridge ha confermato, aggiungendo che si è trattata di un’operazione congiunta delle forze speciali americane e afghane.

Khan era stato a lungo un comandante dei Taliban pachistani ma a ottobre del 2015 aveva giurato fedeltà al sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

Sia le varie fazioni dei Taliban che al-Qaeda sono acerrimi rivali dell’Isis. In particolare, rigettano la sua autoproclamazione a califfo della comunità islamica.

In Afghanistan, i Taliban e i miliziani dell’Isis si sono scontrati ripetutamente, anche se il loro principale nemico resta l’alleanza tra Stati Uniti e forze afghane.

Tra gennaio e agosto, l’aeronautica americana ha lanciato quasi 140 raid contro obiettivi dell’Isis in Afghanistan, mentre le forze locali hanno ucciso circa 300 miliziani in un’unica operazione, due settimane fa.

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