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Attacchi informatici sulla campagna di Hillary Clinton

I russi avrebbero violato i sistemi del partito democratico per influenzare le presidenziali dell'8 novembre, ma non ci sono pericoli per la sicurezza nazionale

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Un network informatico usato nella campagna elettorale della candidata democratica Hillary Clinton è stato violato venerdì 29 luglio 2016.

Quest’ultimo attacco cibernetico ne segue altri due che hanno colpito il Comitato nazionale democratico e il comitato per la raccolta fondi del partito.

“Il nostro sistema informatico per la campagna è stato esaminato da esperti di cyber sicurezza che non hanno trovato prove che i nostri sistemi interni siano compromessi”, ha dichiarato il portavoce della campagna di Clinton, Nick Merrill.

Gli hacker hanno violato il programma di analisi per cinque giorni, ma non hanno avuto accesso a dati sensibili. Il dipartimento di Giustizia, tuttavia, sta verificando se gli attacchi cibernetici sul partito democratico rappresentino una minaccia per la sicurezza nazionale.

Il coinvolgimento del dipartimento potrebbe indicare che l’amministrazione americana sospetta ci sia uno stato dietro agli episodi. Infatti, i funzionari dell’intelligence americana ritengono che gli hacker siano russi. Inoltre, si pensa che la Russia abbia pianificato la diffusione di email del partito democratico per influenzare le elezioni presidenziali, che si terranno il prossimo 8 novembre. Tuttavia, il sistema email privato che Clinton utilizzava quando era segretario di Stato non è stato violato.

Nel frattempo, il candidato presidenziale repubblicano Donald Trump ha pubblicamente invitato i russi a diffondere le email di Clinton, richiesta cui i democratici hanno risposto dicendo che Trump invita gli stranieri a spiare gli americani sottovalutando il fatto che queste intrusioni minacciano la sicurezza nazionale.

L’attribuzione alla Russia delle violazioni informatiche potrebbe compromettere gli attuali sforzi del segretario di Stato John Kerry per ottenere la cooperazione di Mosca nella guerra al sedicente Stato islamico in Siria.

Funzionari americani sostengono che l’amministrazione Obama tema che il presidente russo Vladimir Putin possa reagire ad accuse pubbliche intensificando gli attacchi cibernetici su obiettivi americani e le manovre militari nel Mar Baltico e Mar Nero.