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Un gruppo di amici si è vendicato spacciando uno di loro per vittima di tre attentati
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Un gruppo di amici si è vendicato spacciando uno di loro per vittima di tre attentati

Il suo volto era tra le vittime del volo Egyptair e degli attacchi di Istanbul e Orlando. In realtà era uno scherzo per una truffa subita

06 Lug. 2016

Una bufala nata da uno scherzo di cattivo gusto che ha rischiato, per alcuni versi, di minare perfino la credibilità dei grandi colossi dell’informazione mondiale, come il New York Times.

É quello che è successo nell’ultimo mese e mezzo, quando sulla rete e sui social media ha iniziato a circolare la foto di un giovane sorridente dai lineamenti latino-americani, il cui nome stando alle informazioni reperite online attraverso i tweet era semplicemente Alfonso, di nazionalità messicana. 

Il 19 maggio, il suo volto iniziò a circolare sui social network come una delle vittime morte nel disastro aereo del volo 804 della compagnia Egyptair. Sul tweet diffuso da un certo Perro c’era scritto che il ragazzo ritratto nella foto era Alfonso, suo fratello, indicato come possibile vittima dell’incidente aereo. 

Il 12 giugno, il cosiddetto Alfonso compariva come una delle vittime del massacro avvenuto all’interno della discoteca Pulse di Orlando in Florida. Anche in questo caso il messaggio era stato diffuso attraverso la rete, e a cascare nelle maglie dell’inganno ci ha pensato il New York Times, che aveva inserito l’immagine (poi rimossa) del giovane in un video in ricordo delle 49 persone uccise da Omar Mateen. 

Lo stesso è accaduto il 28 giugno, il giorno dell’attentato all’aeroporto Ataturk di Istanbul, in Turchia. In questo frangente, un utente aveva pubblicato su Twitter una foto che ritraeva il fantomatico Alfonso ma in una posa differente rispetto alle altre due. 

Ovviamente, la foto ha generato un’immediata reazione da parte di alcuni media. A mettersi in moto al fine di smascherare la bufala è stata la BBC. Il 20 maggio, il giorno successivo all’incidente aereo del volo Egyptair, l’emittente britannica aveva pubblicato un articolo al riguardo sostenendo che quella foto era un falso. 

In realtà si è trattato di uno scherzo di dubbio gusto messo in atto da un gruppo di ex amici del ragazzo, i quali hanno raccontato di essere stati truffati da questa persona di cui non si conosce la vera identità, pensando così di vendicarsi rovinandogli la reputazione. L’uomo in questione, indicato come vittima di tre attentati, in realtà è ancora vivo, come ha riferito France 24. 

La domanda a questo punto è obbligatoria: Cosa ha fatto quest’uomo per essere così bersagliato? L’unica responsabilità è stata quella di aver attuato una truffa ai danni di alcune persone, stando ai racconti e alle testimonianze raccolta da France 24. “Quest’uomo era un mio amico, ma ha truffato almeno quattro persone di mia conoscenza”, ha dichiarato uno di loro. 

“Non ci ha ancora restituito tutti i soldi, ci siamo rivolti al tribunale messicano, ma nessuno ha ancora ascoltato la nostra richiesta. Ecco perché abbiamo deciso di punirlo, pubblicando la sua foto online. Vogliamo che il mondo intero riconosca il suo volto”. 

France 24 è riuscita a rintracciare l’uomo di cui non ha diffuso l’identità reale, il quale si è detto umiliato di quando successo. “La mia foto ora è ovunque a causa di qualcuno che mi ha voluto fare uno scherzo di cattivo gusto, dopo una disputa legale. Ho contattato diversi media come la BBC e il New York Times chiedendo loro di cancellare la mia foto, ma non ho ottenuto risposta”. 

A tal proposito, secondo quanto riportato sempre da France 24, se questo caso si fosse verificato in Francia, la persona che per prima ha twittato la foto dell’uomo potrebbe rischiare gravi conseguenze legali e perfino il carcere. Sarebbe sottoposto a processo in un tribunale civile con l’accusa di violazione dei diritti di distribuzione di immagini. 

Potrebbe essere soggetto anche ad accuse di natura penale laddove la foto fosse stata scattata in un luogo privato, senza il consenso della persona immortalata, o nel caso in cui i commenti pubblicati sotto le foto fossero considerati diffamatori o pregiudizievoli. 

Al di là delle conseguenze giuridiche, questo caso specifico dimostra un aspetto che non bisogna sottovalutare, ovvero come i media tradizionali siano sempre più influenzati dai mezzi di comunicazione social. Numerosi siti web hanno condiviso la foto di questa persona, senza preoccuparsi di verificarne le fonti e le origini. 

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