Me
I rifugiati siriani che pubblicizzano le tende in cui sono costretti a vivere su Airbnb
Condividi su:

I rifugiati siriani che pubblicizzano le tende in cui sono costretti a vivere su Airbnb

La sarcastica provocazione vuole denunciare le condizioni miserabili in cui sono costretti a vivere i migranti di un campo profughi allestito in Grecia

26 Giu. 2016

Alcuni rifugiati siriani hanno pubblicizzato la tenda in cui vivono su Airbnb, il sito dove trovare camere e appartamenti per le vacanze. Una sarcastica provocazione per denunciare le condizioni miserabili in cui sono costretti a vivere in un campo profughi allestito in Grecia, secondo quanto riportato dal Telegraph.

Nel post ‘pubblicitario’, i rifugiati spiegano di vivere da tre mesi nel campo di Ritsona, a nord di Atene, e invitano i turisti a trascorrere una settimana di vacanze con loro “tra scorpioni, siccità e condizioni igieniche precarie”.

“Mentre i politici europei discutono sulla crisi dei migranti, noi vi offriamo l’opportunità di provare l’esperienza unica di vivere come un rifugiato siriano, in tende sotto il sole con temperature di 41 gradi centigradi, condizioni igieniche precarie, amichevoli scorpioni, promesse infrante e persino disidratazione”.

L’ironico post promette che “per i lunghi pernottamenti sono previsti sostanziali sconti”. Tutto incluso, compreso il parcheggio gratuito e le toilette mobili, condivise insieme agli altri seicento rifugiati.

“Se siete fortunati, potrete avere accesso anche alle due docce calde. C’è anche un parco giochi per i bambini tra le toilette. Scuola e servizi sanitari non sono previsti, ma per un periodo breve non dovreste avere problemi; immaginate se vi fosse toccato di star qui per quattro mesi”. 

Il campo profughi, a un’ora di macchina a nord della capitale greca è stato descritto, sempre con sarcasmo, come “il più affascinante quartiere in Grecia”.

Non è chiaro chi abbia postato l’annuncio, scritto in un ottimo inglese. In seguito l’annuncio è stato rimosso dal sito. In un comunicato, Airbnb ha dichiarato di averlo cancellato perché “contrario alle nostre condizioni di utilizzo”.

La compagnia ha apprezzato che l’annuncio fosse un modo per sottolineare “la terribile crisi dei rifugiati”, e ha dichiarato di aver raccolto “centinaia di migliaia di dollari”  da destinare all’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e far fronte così alla drammatica situazione. 

L’azienda ha detto che operatori umanitari e organizzazioni come la International Rescue Committee e Mercy Corps hanno potuto prenotare gratuitamente una sistemazione nelle aree in cui operavano. 

Più di 800mila rifugiati e migranti, la maggior parte dei quali siriani e iracheni, sono arrivati in Grecia lo scorso anno a bordo di piccole imbarcazioni dalla costa turca.

Il giornalismo richiede risorse e scegliere di mantenere gratuito l’accesso a un giornale indipendente come TPI significa dover contare anche sulla pubblicità: questa è la ragione per cui vedi tanti annunci. Se vuoi contribuire a migliorare il nostro giornale e leggere gli articoli senza pubblicità anche da mobile iscriviti a TPI Plus, basta davvero poco ➝ www.tpi.it/plus