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Un’ondata di leggi anti-gay nel sud degli Stati Uniti
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Un’ondata di leggi anti-gay nel sud degli Stati Uniti

Regole che permettono ai commercianti di servire gay e alle aziende di licenziare e assumere in base alla coscienza religiosa: la comunità LGBT a rischio discriminazione

09 Mag. 2016

Nelle ultime settimane c’è stata un’ondata di leggi repressive contro la comunità omosessuale LGBT nel sud degli Stati Uniti governato da amministrazioni repubblicane.

Il Mississippi ha approvato una legge che permetterà agli esercizi commerciali di non servire persone omosessuali per motivi di coscienza religiosa. Ad esempio un’agenzia immobiliare può rifiutarsi di affittare un appartamento a una coppia gay.

In North Carolina una legge simile ha di fatto negato la protezione anti discriminazione per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

La legge tutela gli impiegati pubblici che si rifiutano di rilasciare certificati matrimoniali per le coppie dello stesso sesso e addirittura permette a enti pubblici e aziende private di assumere e licenziare in base a motivi di coscienza religiosa.

Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha dichiarato che la legge della North Carolina viola il Civil Rights Act, nel titolo in cui sono vietate le discriminazioni nell’educazione basate sul sesso. Se venisse riconosciuta la violazione, lo stato rischierebbe di perdere i fondi federali per l’educazione.

“Questo è un giorno triste per il Mississippi e per migliaia di cittadini che da oggi sono esclusi dalla vita economica e possono venirgli rifiutati servizi essenziali, dalle case in cui vivere alle licenze matrimoniali, solo per quello che sono”, ha commentato Jennifer Riley-Collins dell’American Civil Liberties Union del Mississippi il giorno in cui la legge è stata approvata.

E poi c’è quella che il New York Times ha definito “l’isteria dei bagni pubblici”. Una piccola città dell’Alabama ha approvato un’ordinanza che vieta alle persone di utilizzare una toilette che non corrisponda al sesso indicato nel certificato di nascita.

La sanzione prevede una multa da 500 dollari e fino a sei mesi di prigione. Il North Carolina non solo impone di entrare nei bagni in base al sesso di nascita, ma ha anche vietato alle amministrazioni locali di approvare ordinanze non discriminatorie.

“La legge vuole demonizzare i transgender come persone devianti che devono essere confinate per proteggere gli altri, in particolare donne e ragazze. Ma spesso è proprio questa comunità sotto costante attacco la più vulnerabile”, accusa sul suo blog Shannon Minter, direttore legale del National Centre for Lesbian Rights.

A rendere bene l’idea di questa “isteria dei bagni pubblici” è stato lo sceriffo Leon Lott di Richland County in South Carolina. In una lettera ha spiegato che la legge sarà inapplicabile perché “i poliziotti hanno compiti più seri da svolgere che controllare i genitali delle persone”.

I difensori delle misure sostengono che se non ci fossero le regole, gli uomini entrerebbero nei bagni riservati all’altro sesso e aumenterebbero il rischio di molestie e stupri.

Ma due ricerche dell’istituto Media Matters hanno dimostrato che nei dodici stati dove è stato permesso alle persone LGBT di entrare nei bagni che preferiscono, non c’è stata alcuna impennata nei crimini a sfondo sessuale.

Leggi simili sono in discussione in Tennesse, Kansas, South Carolina e Minnesota e secondo gli attivisti civili assomigliano nei metodi alle politiche discriminatorie contro la comunità afroamericana prima della stagione dei diritti civili negli anni Sessanta.

Tuttavia è innegabile che riflettano la reazione degli stati del Sud contro i valori moderni percepiti in antitesi alla coscienza religiosa. Ted Cruz, ex governatore del Texas e fino agli inizi di maggio del 2016 in corsa nelle primarie per scegliere il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ha fondato il suo successo politico grazie alle sue posizioni estremiste sui temi religiosi.

L’approvazione di queste leggi ideologiche, ha persino avuto ricadute negative sull’economia degli stati. Dirigenti di 80 aziende americane come Google, Apple e Facebook hanno scritto al governatore della North Carolina di ritirare la legge perché rende più difficile assumere i lavoratori migliori a causa della discriminazione.

PayPal ha annunciato di aver bloccato un progetto per aprire un ufficio a Charlotte, la capitale della North Carolina, che avrebbe dato lavoro a oltre quattrocento persone. Deutsche Bank ha sospeso un piano da 9 milioni di dollari per espandere le sue attività nello stato.

In alcuni casi l’obiettivo è stato raggiunto: il governatore della Georgia Nathan Deal ha dovuto fare marcia indietro su una legge simile dopo che Coca Cola, la cui sede principale è ad Atlanta, la capitale dello stato, ha pubblicamente condannato la legge e la Disney ha minacciato di non produrre più i film in Georgia.

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