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Liberati i giornalisti di al-Jazeera rapiti in Yemen

Non è ancora chiara l'identità dei rapitori, secondo uno dei giornalisti potrebbero appartenere alle forze dei ribelli Houthi

Immagine di copertina

La troupe di al-Jazeera Arabic rapita in Yemen è stata liberata giovedì 28 gennaio, dopo dieci giorni di prigionia. Il giornalista Hamdi al-Bokari, l’operatore Abdulaziz al-Sabri e l’autista Moneer al-Sabai erano stati rapiti da alcuni uomini armati nella città di Taiz, nel sudovest del paese.

L’identità dei rapitori non è chiara. Tuttavia, l’emittente di Doha riporta che al-Bokari avrebbe lasciato intendere dai suoi post su Facebook che i rapitori potrebbero appartenere alle forze ribelli sciite Houthi.

Taiz è diventata oggetto di una guerra feroce tra le forze filo-governative fedeli al Presidente Abd-Rabbo Mansour Hadi e i ribelli sciiti. La città assediata versa in una gravissima crisi umanitaria: scorte alimentari e mediche scarseggiano. 

La cattura di Taiz consentirebbe alle forze filo-governative di avanzare verso la capitale yemenita, Sana’a, e verso le roccaforti Houthi al confine con l’Arabia Saudita.