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Aprire una start up a Gaza

Nonostante l'embargo e la povertà, a Gaza esiste un programma che favorisce la nascita di start-up innovative

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Isolata, tagliata fuori dal resto del mondo a causa dell’embargo di Egitto e Israele e con uno dei più alti tassi di disoccupazione del mondo: è la striscia di Gaza, che però può ancora contare sull’entusiasmo dei suoi giovani imprenditori, creatori di start up innovative.

Dal 2011 è infatti attivo nella striscia il programma Gaza Sky Geeks, un incubatore che incanala ogni giorno il flusso di idee e di creatività dei giovani arabi, trasformandolo in impresa. All’inizio era stato creato con l’aiuto di Mercy Corps, un ente di beneficenza statunitense, mentre adesso il programma è supportato da google.org e gode della consulenza di esperti di aziende come Facebook o YouTube.

“Facciamo tutoraggio e favoriamo i contatti con gli investitori per fare crescere le loro imprese” ha detto Ryan Sturgill, il direttore del programma, che vive tra Gaza e Gerusalemme. Nel 2015 l’hub ha ospitato 22 progetti, 5 dei quali sono riusciti ad attirare l’interesse di grossi investitori arabi.

Tra le start up di maggior successo ci sono TebCare, un servizio di “medici on demand”, e Walk and Charge, che ha sviluppato una suola da scarpe indossabile che permette di ricaricare la batteria del telefono cellulare solo passeggiando. Baskalet, la parola araba che significa bicicletta, è invece uno studio che sviluppa videogiochi in lingua araba. Il primo gioco ha raggiunto i 100mila download nelle prime tre settimane. Tra i giochi sviluppati anche uno che è la versione araba di Spider Man, il cui protagonista è un eroe di nome Hanafi. 

Gaza confina con Israele, ormai conosciuto come “la nazione delle start up”, per l’altissimo numero di imprese high tech. “La cosa fondamentale che ha garantito il successo di Israele nel campo è l’accesso ai capitali e le politiche del governo che lo rendono attraente agli investitori”, ha spiegato Tim Park, un ingegnere di Microsoft consulente dell’hub di Gaza.

“Questa è la cosa principale che differenzia l’ambiente Gaza dall’ambiente israeliano”, ha detto ancora l’ingegnere, secondo il quale però le aziende del Gaza Sky Geeks hanno un ottimo potenziale per espandersi sugli altri mercati arabi.

Dal 2007, da quando il gruppo islamista di Hamas governa la Striscia, Israele ha imposto l’embargo a Gaza e anche l’Egitto ha chiuso i valichi di confine, riaprendoli solo in determinati periodi dell’anno. Di conseguenza il territorio arabo si trova in gravi difficoltà, aggravate dalle frequenti guerre con Israele, l’ultima delle quali, “Margine protettivo”, è iniziata nell’estate del 2014 ed è durata 50 giorni, provocando oltre duemila morti.