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Ucciso un noto avvocato e attivista curdo in Turchia

Tahir Elci, un curdo di 49 anni, è stato ucciso durante una sparatoria nella città Diyarbakir. Poche ore dopo, 2mila persone in protesta a piazza Taksim a Istanbul

Immagine di copertina

Un importante avvocato e attivista curdo è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco alla testa nel corso di una sparatoria avvenuta sabato 28 novembre nella città a maggioranza curda di Diyarbakir, nel sudest della Turchia.

Il fatto ha riacceso le tensioni nel Paese fra la minoranza curda e il governo turco, e rischia di accentuarle ancora di più per i giorni a venire.

L’uomo rimasto coinvolto nell’incidente si chiamava Tahir Elci, 49 anni, e aveva da poco rilasciato un’intervista a media locali. 

Secondo alcuni testimoni, Elci sarebbe stato stato ucciso da un unico colpo di pistola. Un video mostra alcuni agenti della polizia in borghese che sparano ripetutamente contro l’uomo che si stava dirigendo verso di loro.


L’uomo è poi caduto a terra. Insieme a lui almeno due poliziotti sono rimasti uccisi nella sparatoria. Non ci sono ancora conferme ufficiali sulla dinamica precisa dell’incidente.

Qualche ora dopo la sparatoria, circa due mila persone sono scese in piazza Taksim a Istanbul per protestare contro l’uccisione dell’avvocato. La folla camminava urlando “Spalla a spalla contro il fascismo” e anche “Tahir Elci è immortale”.

La polizia ha tentato di disperdere la folla con cannoni ad acqua e gas lacrimogeni. 

Il Partito democratico del popolo (Hdp) filo-curdo ha dichiarato che l’avvenimento è stato un “omicidio pianificato” e ha invitato il popolo a scendere in piazza per protestare.

Elci era un personaggio noto alla comunità curda e alle autorità. In passato aveva dichiarato che il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) non era un’organizzazione terroristica, contrariamente a quanto afferma il governo turco che lo ha definito un’organizzazione terroristica, riconosciuta tale anche da Stati Uniti e Unione europea.

Ciononostante, Elci stesso aveva denunciato la violenza del Pkk per cui sono morte centinaia di persone da quando nel luglio del 2015 sono ripresi i combattimenti fra le forze di sicurezza turche e i curdi, in un conflitto che dal 1984 ha causato la morte di circa 40mila persone. Il Pkk si batte da diversi anni per una maggiore autonomia dei curdi all’interno della Turchia.

In una conferenza stampa, il ministro degli Interni Efkan Ala ha dichiarato che la sparatoria in cui è rimasto coinvolto Elci è iniziata dopo che una persona a bordo di una macchina non identificata ha aperto il fuoco contro la polizia.

Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha detto che non è chiaro se Elci sia stato vittima di omicidio o sia stato involontariamente coinvolto durante una sparatoria. 

In seguito all’incidente, le autorità locali della città di Diyarbakir hanno dichiarato che è stato imposto il coprifuoco e che quattro investigatori sono già stati assegnati al caso. 

Qui sotto: il video della manifestazione avvenuta a Istanbul con cui la polizia disperde i manifestanti