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Anonymous rivela i nomi di 400 persone appartenenti al Ku Klux Klan

La diffusione della lista è avvenuta sul sito di condivisione di messaggi Pastebin in coincidenza con il movimento globale di protesta indetto da Anonymous

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Anonymous ha pubblicato i nomi di oltre 400 persone che apparterrebbero al Ku Klux Klan (Kkk), il gruppo che sostiene la superiorità della razza bianca.

Gli attivisti di Anonymous avevano già dichiarato che avrebbero voluto rivelare le identità e le informazioni di diverse persone facenti parte del Ku Klux Klan.

La diffusione della lista è avvenuta sul sito di condivisione di messaggi Pastebin il 5 novembre, in occasione della Guy Fawkes Night, celebrazione principalmente britannica che è stata scelta dal gruppo di hacktivisti per la realizzazione del loro movimento globale di protesta annuale, Million Mask March.

Nel mese di novembre ricorre anche l’anniversario dell’inizio dell’operazione KKK nel 2014, ovvero la guerra cibernetica mossa da Anonymous  contro il Ku Klux Klan.

Il tweet con cui Anonymous ha diffuso la lista dei presunti appartenenti al Kkk 

Assieme alla lista è stata pubblicata una dichiarazione del gruppo, nella quale Anonymous spiegava che le informazioni sono state raccolte in un periodo di 12 mesi, ottenute attraverso “la consultazione di fonti esperte” e lo spionaggio digitale, ma non con la pirateria informatica.

Gli hacktivisti sostenevano anche che il Kkk è composto da 150 cellule attive, operanti in 41 stati degli Stati Uniti, la cui maggior parte dei membri è concentrata principalmente nel sud e nel Midwest.

I nomi dei presunti membri del Ku Klux Klan sono elencati in ordine alfabetico, insieme a informazioni circa i loro profili sui social network e quelli che loro chiamano Alias, in riferimento appunto all’alias che utilizzerebbero all’interno del Kkk.

L’operazione Kkk era iniziata nel novembre del 2014, quando i suprematisti bianchi minacciarono con dei volantini qualsiasi anon si fosse opposto alla decisione di un gran giurì a Ferguson, in Missouri, il quale aveva scelto di non incriminare il poliziotto Darren Wilson per l’uccisione di Michael Brown.

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