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Dieci indigeni al Parlamento canadese

Gli aborigeni costituiscono il 4,3% della popolazione canadese, ma i loro diritti non sono sempre stati rispettati. Ora 10 indigeni faranno il loro ingresso in parlamento

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In seguito alle elezioni canadesi del 2015 vinte dal Partito liberale del nuovo primo ministro Justin Trudeaudieci candidati indigeni faranno il loro ingresso nel parlamento.

I nativi occuperanno così il 3 per cento dei seggi della Camera dei Comuni, la camera bassa del parlamento, composta da 338 deputati. 

Anche la vittoria di Justin Trudeau, che porta di nuovo al potere i liberali dopo più di nove anni di governo conservatore, segna un’importante svolta nei rapporti con gli aborigeni.

Durante la campagna elettorale, il nuovo primo ministro ha promesso più rispetto per i loro diritti, una maggiore libertà nell’uso delle lingue indigene, maggiori finanziamenti per l’educazione e una svolta nelle indagini sulle persone scomparse e sulle donne aborigene uccise.

Il neoeletto premier ha inoltre affermato che parteciperà ai futuri incontri organizzati dall’Assemblea delle First Nations, che raggruppa i diversi popoli autoctoni del Paese, non appartenenti alle popolazioni Inuit e Métis.

Gli aborigeni rappresentano il 4,3 per cento della popolazione canadese, ma i loro diritti non sono sempre stati rispettati. 

Nel 2008 il governo dell’allora primo ministro conservatore Steven Harper aveva chiesto scusa pubblicamente per oltre un secolo di abusi perpetuati ai danni delle popolazioni indigene.

Più di 150mila indigeni parteciparono nel corso degli anni a un programma di scolarizzazione forzata all’interno di scuole cristiane, con l’intento di allontanarli dalla loro cultura e lingua nativa. In queste scuole, i bambini indigeni furono spesso vittime di maltrattamenti e abusi.

Il desiderio di cambiare la situazione ha spinto gli aborigeni canadesi a cercare una maggiore partecipazione politica. Tra le iniziative più rilevanti, le comunità avevano lanciato la campagna Rock the vote sui social media, al fine di mobilitare i giovani indigeni ad andare a votare.

Il presidente dell’Assemblea delle First Nations, Perry Bellegarde, ha dichiarato che mai così tanti indigeni avevano partecipato alle elezioni nel Paese. Nella sola Manitoba, una provincia del Canada occidentale, si sarebbero recati alle urne oltre 11mila aborigeni in più rispetto alle elezioni del 2011.