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I ribelli houthi hanno bombardato la città di Aden in Yemen

Sono morte almeno 45 persone, la maggior parte dei quali civili, nella controffensiva dei ribelli houthi ai danni della coalizione saudita ad Aden, nel sud del Paese

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Almeno 45 persone, la maggior parte dei quali civili, sono rimaste uccise in seguito ai bombardamenti condotti dai ribelli sciiti houthi nella città di Aden, sulla costa nel sud dello Yemen. Almeno 120 i feriti.

La settimana scorsa le forze del governo yemenita, in esilio in Arabia Saudita, avevano riconquistato buona parte della città, incluso l’aeroporto, ma il 19 luglio i ribelli houthi hanno lanciato una pesante controffensiva.

L’attacco da parte dei ribelli sciiti è stato particolarmente intenso nel quartiere di Sharqiya, a pochi centinaia di metri dall’ufficio postale, dove numerose persone erano in fila all’aperto.

Abdu Mohammed Madrabi, 65 anni, ha riferito al quotidiano britannico The Guardian che si trovava in coda per ritirare la pensione quando sono state sganciate le prime bombe.

Marabi, che è stato ferito al collo, alla schiena e alle gambe, ha successivamente precisato che erano le macchine dei passanti a portare i superstiti in ospedale, visto che le ambulanze da sole non erano in grado di far fronte al caos scatenatosi.

In Yemen sono morte almeno 3.200 persone da quando, il 26 marzo del 2015, la coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita ha intrapreso una campagna militare per contenere l’avanzata dei ribelli sciiti houthi nel Paese, nel tentativo di re-insediare al potere l’ex presidente yemenita, Abd-Rabbu Mansour Hadi, ad oggi in esilio a Riyadh.

Al momento la coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen è formata da otto Paesi arabi, con il supporto logistico di Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Non è escluso l’invio e l’utilizzo di truppe via terra nel Paese.

Inoltre la coalizione saudita che sta attaccando lo Yemen avrebbe fatto uso di bombe a grappolo, vietate dalla maggior parte dei Paesi, ha riferito la Ong Human Rights Watch.