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Il primo ministro romeno coinvolto in uno scandalo di corruzione

Victor Ponta è stato accusato di aver commesso una serie di crimini prima di essere eletto premier, tra cui evasione fiscale e riciclaggio di denaro sporco

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Il primo ministro della Romania, Victor Ponta, è stato incriminato per corruzione ed è stato accusato di frode, conflitto d’interessi, evasione fiscale e riciclaggio di denaro sporco. I crimini sarebbero stati commessi nel 2007 e nel 2008, prima che Ponta salisse al potere. A quel tempo lavorava come avvocato, ma era già attivo sulla scena politica.

L’agenzia anti-corruzione del Paese, secondo quanto riporta la Bbc, ha messo sotto sequestro le sue proprietà e i suoi beni, tra cui una casa, un appartamento e diversi conti bancari. 

Ponta, leader del partito social democratico, era stato eletto nel 2012. Il 12 luglio si è dimesso dalla guida del partito ma è ancora in carica come primo ministro. Ha negato tutte le accuse nei suoi confronti, ma ha detto di aver bisogno di tempo per preparare la sua difesa.

Secondo l‘investigazione dell’agenzia anti-corruzione romena, Ponta avrebbe ricevuto 55mila euro da un suo politico alleato, Dan Sova, fingendo di lavorare per lui. Con quei soldi Ponta avrebbe comprato due appartamenti di lusso e un SUV. In cambio, Ponta avrebbe poi nominato Sova come ministro per tre volte.

L’agenzia romena ha identificato Ponta come sospetto già dal 5 giugno, scatenando una seria crisi politica nel Paese e all’interno del partito social democratico. Il presidente Klaus Iohannis ha chiesto a Ponta di dimettersi, ma il premier romeno si è rifiutato.