Me

I leader europei hanno raggiunto un accordo sulla Grecia

Dopo lunghe trattative i leader europei hanno raggiunto un accordo. La Grecia dovrà approvare una serie di drastiche riforme per ottenere un ulteriore prestito

Immagine di copertina

Dopo 17 ore di trattative, iniziate il 12 luglio e proseguite la mattina del 13 luglio, i leader dell’eurozona hanno raggiunto un accordo sul terzo bailout per la Grecia.

Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, ha confermato che i leader europei hanno deciso di continuare ad aiutare la Grecia, votando all’unanimità per un un nuovo pacchetto di aiuti.

Per ottenere un prestito di circa 85 miliardi di euro nei prossimi tre anni, Atene deve ora approvare le riforme proposte dai leader dell’eurozona, entro mercoledì 15 luglio.

I leader europei stanno ora discutendo di un possibile prestito-ponte, per aiutare la Grecia a pagare da 7 miliardi entro il 20 luglio e altri 5 miliardi entro la metà di agosto.

Qui il punto sulla crisi in Grecia e sulle tappe che hanno portato il Paese sull’orlo del fallimento.

I principali punti del piano

Il piano prevede misure più drastiche e incisive rispetto a quelle proposte dal premier greco Alexis Tsipras il 9 luglio, tra cui riforma delle pensioni, liberalizzazione dell’economia, privatizzazioni, nuove leggi sul lavoro e sui licenziamenti collettivi.

– il fondo di privatizzazione: la Grecia dovrà trasferire in un fondo una serie di proprietà greche per il valore di 50 miliardi di euro, che saranno poi privatizzate sotto la supervisione delle istituzioni europee. Il fondo avrà sede ad Atene e non in Lussemburgo come inizialmente previsto e sarà gestito dalle autorità greche. Venticinque miliardi del fondo saranno usati per ricapitalizzare le banche e altri istituti, mentre il resto verrà utilizzato per ridurre il rapporto tra debito e Pil e per nuovi investimenti.

– i negozi dovranno essere aperti anche la domenica per rilanciare l’economia

– il Fondo monetario internazionale (Fmi) continuerà a monitorare la situazione in Grecia

– la rete elettrica nazionale dovrà essere privatizzata

– aumento dell’Iva in alcuni settori

– rendere indipendente l’ufficio nazionale di statistica greco

– rafforzare i controlli sulle banche

I commenti dei leader europei e degli analisti:

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha escluso la possibilità della Grexit, ovvero l’uscita della Grecia dall’eurozona. Ha inoltre detto che in questo piano “non ci sono  vincitori  vinti”, sottolineando le difficoltà delle trattative in corso.

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha escluso che la Grecia possa uscire dall’euro, nonostante il terzo bailout non sia ancora stato confermato. Ha inoltre detto che la strada verso la risoluzione della crisi greca sarà “lunga e difficile”.

Campagna regione lazio

Il premier greco Alexis Tsipras ha ammesso di essersi trovato di fronte a decisioni difficili, ma ha detto che grazie a questo accordo “la Grecia sarà in grado di rimettersi in piedi”. Tra i compromessi raggiunti, Tsipras ha detto di aver ottenuto un prestito nel medio termine per la Grecia e un piano per la ristrutturazione del debito. Ha inoltre promesso che approverà riforme radicali per far pagare anche agli oligarchi grechi il costo della crisi.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha annunciato l’accordo dicendo “we have an agreekment”, gioco di parole che mischia le parole Greek (greco) con agreement (accordo): “Apprezzo i progressi fatti e la posizione costruttiva della Grecia, che aiuta a ricostruire un rapporto di fiducia tra i partner dell’eurozona”, ha detto Tusk.

Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, l’analista finanziario Marc Ostwald, di ADM Investors, ha detto che le misure su cui si sono accordati oggi i leader europei sono ben peggiori di quelle rifiutate nel referendum dello scorso 5 luglio, in quanto:

– non si pensa a un futuro sul lungo termine per l’eurozona

– è evidente il desiderio da parte dei creditori europei di distruggere completamente l’economia greca: il piano è molto peggio del trattato di Versailles del 1919.

La scorsa notte migliaia di attivisti online hanno attaccato le richieste dei creditori europei, dicendo che si tratta di un vero e proprio colpo di stato. Su Twitter, l’hashtag #thisisacoup è presto diventato virale.

Qui il punto sulla crisi in Grecia e sulle tappe che hanno portato il Paese sull’orlo del fallimento.