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Scoprire il Somaliland

Un viaggio fotografico alla scoperta della repubblica autoproclamata del Corno d'Africa

Immagine di copertina

Il Somaliland è una Repubblica autoproclamata dal 1991, quando erano in atto il collasso politico della Somalia e l’inizio della guerra civile che affligge la regione da oltre 20 anni.

Occupa il territorio di quella che fino al 1960 era la Somalia Britannica. Non è riconosciuto dalla comunità internazionale, che lo considera una regione della Somalia.

La guerra tra insorti islamici e il governo federale della Somalia, con i suoi alleati dell’Unione Africana, in corso dal 2009, non interessa direttamente il Somaliland la cui situazione è relativamente stabile. I rapporti col Puntland (altra regione con cui confina a est autoproclamatasi indipendente) per il controllo dei territori di confine (le regioni di Sanaag e Sool, rivendicate da entrambe le entità) sono invece instabili.

Le Forze Armate del Somaliland (comprese la polizia e le forze di sicurezza) assorbono la parte principale del budget di spesa governativo. La Marina militare del Somaliland (spesso chiamata Guardia Costiera dall’agenzia Associated Press), nonostante la mancanza di equipaggiamento e addestramento, ha apparentemente conseguito diversi successi nella lotta alla pirateria e alla pesca illegale.

L’Islam sunnita di scuola Shafi’i è la religione di stato, e la legge è regolata dai principi della Sharia; la promozione e diffusione di altre religioni è illegale. Come nelle zone costiere della Somalia meridionale (Mogadiscio, Merca, ad es.) è diffuso il Sufismo.

Essendo una società tradizionalmente nomade, è il clan l’unità sociale e politica di riferimento. Di discendenza patrilineare e spesso divisi in sub-unità, i clan giocano un ruolo centrale nella cultura e nella politica somala.

Lo Scellino del Somaliland nonostante la sua stabilità non è una moneta internazionalmente riconosciuta e non ha un tasso di cambio ufficiale. Gli aiuti internazionali incontrano grandi difficoltà ad arrivare per le restrizioni fiscali imposte al governo somalo. Le maggiori entrate statali dunque, oltre alle tasse, arrivano dalla diaspora somala, che contribuisce enormemente all’economia nazionale, soprattutto attraverso società di money trasfers, la più grande delle quali è la Dahabshiil, una delle poche società di money transfer somale conformi alle moderne regolamentazioni: 1 milardo di dollari arriva ogni anno da Stati Uniti, Europa, e Stati del Golfo, e 2/3 di questo ammontare passa attraverso questa società.

La situazione sanitaria generale vive criticità evidenti, con un alto tasso di malnutrizione e patologie ad essa collegate, cardiopatie, malattie respiratorie, e altro: nell’intero Corno d’Africa, il tasso di mortalità infantile rimane fra i più elevati al mondo.

L’offerta sanitaria è a pagamento. Diffusissima è la presenza della medicina tradizionale.

In questo contesto lavora il MAS – Children Teaching Hospital – un ospedale pediatrico a carattere gratuito attivo dal gennaio 2013, e centro di formazione per medici e infermieri somali. Garantisce assistenza sanitaria gratuita alla popolazione infantile, e la formazione professionale continuativa del personale locale: è uno dei più grandi progetti sanitari realizzati in Somalia dall’inizio della guerra civile nel 1991.

 

Nella foto sotto: Berbera, Somaliland. Faro abbandonato

Nelle foto sotto: guardia armata si bagna nelle acque del golfo di Aden con il suo AK47. Berbera, Somaliland

Nella foto sotto: Hargeisa, capitale del Somaliland, panorama. Nonostante la guerra sia finita 20 anni fa, evidenti sono ancora i segni del passato conflitto.

Nella foto sotto: Bambini e madri aspettano di essere visitati e indirizzati nell’ospedale all’interno di una struttura non ancora ultimata del MAS-CTH. nel periodo immediatamente successivo all’apertura dell’ospedale pediatrico di Hargeisa il numero dei pazienti in cerca di una visita è aumentato esponenzialmente. Lo staff sanitario è stato costretto a utilizzare come area TRIAGE una struttura non ancora ultimata.

Nella foto sotto: Hargeisa, Somaliland. Guardia armata si riposa nel centro di Hargeisa.

Nella foto sotto: Somaliland, vista aerea.

Nella foto sotto: Fish seller, Berbera, Somaliland.

Nella foto sotto: il Somaliland non è riconosciuto come Stato dalla comunità internazionale, che lo considera de-facto una regione della Somalia.

Nella foto sotto: una donna stende biancheria

Nella foto sotto: venerdì, ragazzi fanno il bagno nel golfo di Aden. Berbera, Somaliland.

Nella foto sotto: madri con figli in attesa di una visita

Nella foto sotto: orfanotrofio pubblico, Hargeisa, Somaliland.

Il numero di IDP’s (internally displaced people), la maggior parte provenienti dalle regioni meridionali, supera il mezzo milone di unità. Orfani accolti in strutture pubbliche caratterizzate da evidenti criticità.

Nela foto sotto: ospedale pubblico, Hargeisa, Somaliland.

Nella foto sotto: la dott.ssa Fiore visita una bambina gravemente malnutrita nell’ospedale pubblico. La malnutrizione è un problema drammatico nell’intero Corno d’Africa, con uno dei tassi di mortalità infantile fra i più alti del Pianeta.

Nella foto sotto: venerdì, bagnanti sulla spiaggia intorno Berbera.

Nella foto sotto: Las Geel, tra Berbera ed Hargeisa, è sede di alcune delle più preziose e meglio conservate incisioni rupestri dell’umanità. Per millenni questo luogo è stato utilizzato come area di controllo del passaggio di uomini, animali, e merci.

Nella foto sotto: Madri con figli in attesa di una visita medica

Nella foto sotto: una bambina gravemente malnutrita. Si notano sul corpo i segni – bruciature – della medicina tradizionale.

Nella foto sotto: Hargeisa, paesaggio urbano

Nella foto sotto: personale internazionale impegnato nelle operazioni di TRIAGE all’interno di una struttura non ancora ultimata.

Nella foto sotto: con l’arrivo della breve stagione delle piogge le fiumane, secche per gran parte dell’anno, si trasformano in pericolosi fiumi in piena. Strada principale Berbera – Somaliland (la principale direttrice del paese); camion travolto dalla furia delle acque.

Nella foto sotto: una murena

Nella foto sotto: donna

Nella foto sotto: bambino nuota nel golfo di Aden, nei pressi di Berbera.

Nella foto sotto: MAS-CTH, primi giorni dall’apertura, pazienti in attesa.

Nella foto sotto: il MAS-CTH offre medicina pediatrica specialistica gratuita, e formazione professionale continua al personale locale e internazionale coinvolto.

27) Personale internazionale impegnato in un complicato intervento di rianimazione. L’idea del teaching continuativo è per il progetto MAS una caratteristica fondamentale. L’intervento ha avuto esito positivo.

28) Parte dello staff impegnato nello start-up dell’ospedale. L’aumento esponenziale del numero dei pazienti nei primi giorni dall’apertura ha costretto tutto lo staff a turni di lavoro massacranti per coordinare flussi e offrire terapia.

29) bambina con evidenti bruciature della medicina tradizionale. In Somaliland la medicina tradizionale è ampiamente utilizzata, e profondamente radicata nella popolazione. Il costo elevato della medicina convenzionale -irraggiungibile per ampi segmenti di popolazione -aumenta il numero di pazienti che si rivolgono alla medicina tradizionale.

30) donne e bambini in attesa di una visita.

31) Berbera, Somaliland. Donna, e golfo di Aden.

Credits: Mario Trave

www.mariotrave.viewbook.com