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Il mondo delle gang

Come le organizzazioni criminali sono sempre più influenti nella politica e nella vita di tutti i giorni

Immagine di copertina

Qualche settimana fa i messicani hanno celebrato una vittoria sulla criminalità organizzata.

L’arresto di Miguel Angel Treviño Morales, il boss del cartello degli Zeta, è stato una grande notizia. Treviño, alias Z-40, si è guadagnato negli anni una reputazione da gangster senza scrupoli, in un paese ormai tristemente abituato alla violenza.

Si può solo sperare che la sua reclusione metta fine almeno ad alcune delle rivoltanti torture cui sottoponeva i suoi nemici. (A un certo punto pare che avesse addirittura pensato di abbattere l’aereo del presidente Felipe Calderon).

Ma l’arresto di Z-40 metterà fine alla guerra della droga in Messico?

C’è ragione di dubitarne.

La richiesta di droga ai cartelli da parte dei clienti americani rimane forte, e finché la situazione rimarrà così, questo commercio continuerà a prosperare.

Alcuni esperti dicono che a beneficiare della caduta di Treviño non sarà la legge, ma Joaquìn Guzmàn Loera (El Chapo), il boss del cartello di Sinaloa, che potrà avvantaggiarsi dell’assenza di uno dei suoi più grandi rivali.

Gli analisti hanno stimato che il traffico di droga frutta 350 miliardi di dollari l’anno (circa 263 miliardi di euro) – ed è probabilmente una stima al ribasso

Il narcotraffico è comunque solo una piccola fetta dei ricavi della criminalità organizzata. Secondo il World Economic Forum: “Il profitto criminale tra attività illecite, corruzione ed evasione fiscale si aggira attorno al trilione di dollari, di cui le merci contraffatte e lo spaccio di droga costituiscono solo l’8 percento del totale”.

Il crimine organizzato si nasconde dietro molte storie di copertina, anche se a volte non verremo mai a saperlo.

Ad esempio, Alexei Navalny, il leader dell’opposizione russa appena arrestato con l’accusa (probabilmente fasulla) di appropriazione indebita, si era fatto un nome per la lotta alla corruzione, in un paese dove spesso è difficile capire dove si ferma l’azione del governo ed inizia quella delle gang.

L’Unione Europea ha recentemente diramato un allerta ufficiale secondo cui le gang starebbero effettivamente iniziando a lucrare sulla crisi economica grazie al mercato nero di beni e servizi. Nel frattempo l’importanza di Internet nell’economia globale sta alimentando la preoccupazione sull’ascesa dei cyber-criminali.

Le gang crescono nei posti più disparati e le bande sono implicate in ogni tipo di crimine, dal bracconaggio delle specie in via di estinzione alla contraffazione di farmaci e manufatti.

L’eterogeneità delle attività svolte testimonia l’abilità dei criminali nello sfruttare le possibilità offerte dalle connessioni globali.

Considerate l’inizio di questa storia riguardante un recente raid dell’Interpol:

“Più di 6mila persone in tutto il mondo sono state arrestate dopo due mesi indagini che hanno portato alla scoperta di attività di contraffazione: finto shampoo in Cina, sigarette fasulle in Turchia e finto alcool in Cile, il tutto per un valore complessivo di oltre dieci milioni di dollari”.

Gli investigatori hanno scoperto le cose più svariate, da un’industria sotterranea in Ucraina che produceva sigarette, a un laboratorio in Perù che metteva etichette false su motori cinesi.

I gangster prosperano sull’instabilità. Nella guerra civile siriana, lo stesso gruppo criminale che una volta aveva stretti legami con il governo di Bashar al-Assad, ora si è trasformato in shahiba, temuto gruppo paramilitare che effettua il lavoro sporco per conto del regime. Ma non sono i soli. “La connessione tra gruppi insurrezionalisti e crimine organizzato ha origine nei conflitti inter-statali” dice Asher Berman, un esperto dell’ Institute for the Study of War. “I ribelli si dedicano spesso ad attività criminali per ottenere le armi e trovare i fondi per sostenere la loro lotta”. Ad esempio, i ribelli siriani, avidi di denaro, stanno cercando di emulare le tattiche mafiose per ottenerlo: dai furti di macchine al furto di antichità. Inoltre le estorsioni stanno diventando all’ordine del giorno – la famosa tassa rivoluzionaria di cui abbiamo spesso sentito parlare- e sono in aumento anche i rapimenti.

Quella che vediamo è comunque solo la proverbiale punta dell’iceberg.

I criminali, per definizione, preferiscono evitare la luce del giorno, quindi la vera portata del problema-criminalità rimane oscura.

Ad esempio, l’ufficiale Vaticano arrestato in giugno per riciclaggio di denaro, lo faceva solo per arricchire lui e i suoi amici o era parte di un più diffuso sistema di corruzione istituzionalizzata all’interno della banca della Santa Sede? Il recente raid a Nuova Delhi che ha fruttato un ingente bottino di armi è stato una vittoria sui terroristi o su un gruppo di criminali? E il testimone trovato morto prima di poter parlare in tribunale del legame tra Whitey Bulger ed un presunto furto in un negozio di liquori a South Boston è davvero deceduto di morte naturale? Perché la Cina ha accolto per diciassette anni un criminale come Chang An-le prima di farlo tornare a Taipei il mese scorso? Probabilmente non arriveremo mai in fondo a queste storie

Ma ci sono un po’ di cose che possiamo dire con certezza.

Primo, il crimine organizzato nel cyberspazio sta diventando un problema, e difficile da combattere a causa della sua indefinitezza.

Ad esempio sono in aumento le assunzioni di hacker, che vendono i loro servizi indistintamente sia ai governi che alle gang.

Un rapporto pubblicato recentemente da un’organizzazione finanziaria globale ha rivelato che nell’ultimo anno metà degli scambi azionari mondiali ha subito un attacco di hacker. Questo significa che i criminali che operano sul web sono potenzialmente nella posizione di destabilizzare il sistema finanziario globale a prescindere.

In secondo luogo, i flussi finanziari illeciti rappresentano una gran parte del problema. Il problema maggiore per la maggior parte dei grandi criminali è come tenere al sicuro i loro proventi illegali, ma ora come ora ci sono molti avvocati, commercialisti e paradisi fiscali felici di aiutarli.

Mettiamo per un attimo da parte le teorizzazioni su vizi e virtù delle famigerate corti segrete americane, e pensiamo semplicemente al fatto che preservare l’attuale sistema, che permette ai criminali di prosperare, significa che arriveremo a un punto in cui tutto sarà fuori controllo e soccomberemo.

Da un recente report co-pubblicato dal Global Financial Integrity e dall’African Developement Banks, emerge che solo l’Africa ha perso oltre 1.4 trilioni di dollari a causa dei flussi illeciti di denaro.

Sicuramente portare avanti un sistema finanziario che permetta l’esistenza di un altro “sistema finanziario ombra” non è positivo per nessuno, sia per paesi in crescita che quelli già sviluppati.

Terzo, i potenti gruppi criminali sono nemici dei buoni governi. La vera democrazia fiorisce difficilmente se i politici sono invischiati con i poteri forti della mafia. É con questa consapevolezza che i giovani in Bulgaria hanno manifestato contro l’elezione di un criminale come ufficiale della sicurezza governativa.

E l’onda delle proteste ha recentemente attraversato altre nazioni, dalla Turchia al Brasile, mostrando che i cittadini sono sempre più preoccupati della situazione di illegalità e mancanza di trasparenza che li rende possibili.

E da quello che posso vedere, hanno ragione di preoccuparsi.

Articolo di Foreign Policy per The Post Internazionale
Traduzione di Samuele Maffizzoli