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Snowden verso l’America Latina?

L'ex tecnico della Nsa si trova ancora nell'aeroporto di Mosca. Ma solo Bolivia, Nicaragua e Venezuela gli hanno offerto asilo

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Edward Snowden, l’ex contractor della National Security Agency, si trova dal 23 giugno nella zona transiti dell’aeroporto moscovita di Sheremetyevo, dopo aver lasciato Hong Kong.

Senza passaporto, revocatogli dalle autorità americane, e con un mandato d’arresto, l’uomo più ricercato del momento ha chiesto formalmente diritto di asilo a 21 Paesi.

India, Ecuador, Paraguay, Brasile e la maggior parte degli Stati europei (tra cui Italia, Francia, Spagna, Germania, Polonia e Paesi Scandinavi) hanno negato la protezione a Snowden, spiegando che non sussistono le condizioni giuridiche per accoglierlo, oltre a essere vincolati agli Stati Uniti da un accordo bilaterale in materia di estradizione che comporterebbe la pronta consegna dell’ex tecnico alle autorità statunitensi.

Malgrado anche la Cina sia stata destinataria di una delle sue richieste, la portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha riferito alla stampa di non possedere informazioni concrete circa l’istanza di asilo del fuggitivo americano. Snowden si è poi visto costretto a ritirare la domanda di asilo presentata alla Russia dopo che il presidente Putin ha dichiarato: “se vuole rimanere qui deve smettere di danneggiare i nostri partner americani”. Lo scorso fine settimana, solo Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno ascoltato le preghiere della talpa americana. Pochi giorni fa ad ogni modo Snowden ha rinnovato la sua richiesta a Mosca, un asilo temporaneo in attesa di raggiungere l’America Latina. Le autorità russe hanno però ribadito le condizioni imposte da Putin.

Glenn Greenwald, giornalista statunitense cui Snowden ha svelato per primo il programma di sorveglianza delle comunicazioni internazionali dell’Nsa, ha affermato, in un’intervista rilasciata a Reuters, che con tutta probabilità Snowden accetterà l’offerta di asilo giuntagli dal Venezuela, “l’unico Paese in grado di portarlo da Mosca in America Latina attraverso canali sicuri, e di proteggerlo una volta atterrato”. Questa operazione potrà richiedere giorni o settimane, ha aggiunto.

Come Snowden possa raggiungere Caracas, resta il nodo più complesso; non esistono, infatti, voli diretti da Mosca al Venezuela. Le rotte convenzionali partono dalla capitale russa e fanno scalo a Cancun, Messico, politicamente vicino agli Stati Uniti, oppure a l’Avana, Cuba, prima di atterrare in Sud America.

Raul Castro ha chiarito la posizione di Cuba in un discorso tenuto l’8 luglio di fronte all’Assemblea Nazionale, dichiarando di “rispettare i diritti sovrani della Bolivia e del Venezuela e di tutti gli Stati latinoamericani che garantiscono asilo a coloro che sono perseguitati per i loro ideali o che lottano per i diritti democratici”. Castro non ha tuttavia precisato se anche l’Avana potrebbe offrire a Snowden l’asilo o solamente un salvacondotto per raggiungere la destinazione finale. Il leader cubano ha poi concluso il discorso esprimendo il suo sostegno al presidente della Bolivia, Evo Morales, il cui volo proveniente da Mosca è stato costretto ad atterrare in Austria prima di far ritorno a La Paz, temendo che la talpa del Datagate fosse a bordo del velivolo.

Allen Thompson, ex analista della Cia, in un’intervista a Foreign Policy, ha tracciato una rotta alternativa che sorvoli sempre le acque, senza sconfinare nello spazio aereo degli Stati alleati agli Stati Uniti: partendo da Mosca, il volo proseguirebbe a nord verso il Mar di Barents, passando lo stretto di Danimarca e dirigendosi a sud verso l’isola di Terranova e le Antille, fino a raggiungere la meta sudamericana. Un viaggio che coprirebbe la distanza di quasi 11 mila chilometri per un totale di circa 150 mila euro, ha specificato Kirk Koenig, presidente dell’Expert Aviation Consulting, in un’intervista alla Cnn.

Snowden non ha ancora formalizzato quale offerta di asilo accetterà. Caracas, La Paz e Managua rimangono in attesa di una decisione ufficiale da parte dell’ex contractor; Nicolas Maduro ha rinnovato la sua offerta di asilo domandandosi retoricamente: “Che cosa saprà mai l’ex funzionario della Nsa per aver causato la follia isterica dei governanti statunitensi?”.

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