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Le conseguenze del Datagate

Molti Paesi hanno respinto le richieste di asilo di Snowden. Ma le sue rivelazioni mettono a rischio i rapporti tra Usa e Ue

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Edward Snowden è ricercato dagli Stati Uniti per aver divulgato informazioni segrete. Il Datagate, così è stato definito lo scandalo sollevato dall’inchiesta del Guardian e del Washington Post, ha spinto Snowden a chiedere asilo a ben 21 Paesi, ovvero Austria, Bolivia, Brasile, Cina, Cuba, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, India, Italia, Irlanda, Olanda, Nicaragua, Norvegia, Polonia, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera e Venezuela.

La Russia hanno risposto negativamente alla richiesta. “Snowden può rimanere in Russia, ma solo dopo aver risolto i suoi problemi negli Stati Uniti”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin. Anche la maggior parte degli altri Paesi ha rifiutato la possibilità, affermando che la richiesta di asilo si può effettuare solo una volta all’interno dei confini della nazione.

Bolivia e Venezuela si sono dette disposte a prendere in considerazione la richiesta. Il presidente boliviano Evo Morales ha dichiarato che il suo Paese “è pronto ad aiutare quelle persone che denunciano lo spionaggio” e il presidente Nicolas Maduro ha espresso un chiaro sostegno verso la causa di Snowden: “Merita la protezione del mondo. Perché lo stanno perseguitando? Perché vuole prevenire future guerre?”.

L’aereo di Morales, di ritorno in Bolivia dopo un viaggio in Russia, è dovuto fermarsi improvvisamente in Austria, a Vienna. Secondo le autorità boliviane Francia, Portogallo, Spagna e Italia non avevano dato il via libera per sorvolare i loro cieli a causa del timore che all’interno dell’aereo potesse esserci proprio Snowden. Ma l’ispezione austriaca non ha trovato tracce dell’informatore e così l’aereo è ripartito in mattinata.

Nel frattempo lo spionaggio americano e le accuse dell’informatore hanno messo in allarme un continente. Il presidente francese Francois Hollande ha ammesso che questa situazione potrebbe danneggiare il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti.

“Non ci possono essere negoziati o transazioni fino a quando non si siano ottenute garanzie. Per la Francia, ma anche per tutta l’Unione europea e per tutti i partner degli Stati Uniti”.

La Commissione Europea ha definito “inquietante” la possibilità di essere spiata dagli Usa e si aspetta che sia fatta chiarezza sulla questione da Washington. “Non siamo più in guerra fredda”, ha detto Steffen Seibert, portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel.

Edward Snowden come Paul Revere. “Un eroe dei tempi moderni, il Revere dei nostri giorni”, così lo ha definito il padre Lon Snowden in una lettera aperta a tutti i cittadini americani. Il paragone deriva dal fatto di aver aperto gli occhi al mondo grazie a informazioni segrete, e di aver messo in guardia gli americani riguardo la tirannia del loro governo. Nel 1775, Revere cavalcò tutta la notte per avvertire i padri della Rivoluzione Americana nel Massachusetts dell’imminente arrivo dell’esercito britannico.