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La crisi dell’industria delle armi
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La crisi dell’industria delle armi

La vendita di armi cala per la prima volta dopo venti anni

19 Feb. 2013

La vendita di armi nel mondo subisce per la prima volta una battuta d’arresto dopo 19 anni di fatturati in aumento. Per le prime 100 aziende del settore le vendite totali sono passate da 412 miliardi di dollari nel 2010 a 410 miliardi nel 2011.

Tenendo conto dell’inflazione, le vendite globali sono calate del 5 per cento. È quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istituto internazionale per la ricerca della pace di Stoccolma (Sipri).

Le cause principali sono la recessione economica, le misure di austerità dei governi occidentali e la diminuzione dei fondi per le missioni internazionali all’estero, tra cui primeggiano i ritiri dall’Iraq e dall’Afghanistan.

Secondo il Sipri, il 90 per cento delle vendite viene compiuto ogni anno da 74 imprese collocate tra Stati Uniti ed Europa Occidentale (che rispettivamente si spartiscono il 60 e il 29 per cento del mercato globale).

La crescita della domanda di armi era già diminuita tra 2009 e 2010 passando dall’8 per cento all’1 per cento nel giro di un solo anno, complice il ritiro dei contingenti militari all’Iraq.

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