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Home » Esteri

Colpita una scuola nel sudest della Turchia al confine con la Siria

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Una donna è morta e una studentessa è gravemente ferita dopo che un missile proveniente dalle postazioni dell'Isis in Siria si è abbattuto una scuola di Kilis, in Turchia

Una donna è stata uccisa e una studentessa è rimasta gravemente ferita dopo che, nella giornata di lunedì 18 gennaio, un missile ha colpito una scuola della città di Kilis, nel sudest della Turchia, al confine con la Siria.

La donna era impiegata nell’istituto e la ragazza sarebbe stata trasportata in ospedale per essere sottoposta a un intervento chirurgico.

Secondo funzionari dell’esercito turco, l’attacco sarebbe stato compiuto dai combattenti dell’Isis che occupano una striscia di territorio pari a circa 100 chilometri proprio lungo il confine con la Turchia.

Le autorità turche hanno riferito che altri due missili sono stati lanciati nei pressi della scuola senza però colpire alcun obiettivo. Le forze armate turche avrebbero risposto al fuoco.

Un filmato pubblicato sul sito del quotidiano turco Hurriyet mostra l’arrivo dei primi soccorsi e quello che sembra essere il corpo di una donna distesa in terra davanti all’ingresso della scuola. L’esplosione ha coinvolto anche un’automobile parcheggiata nelle vicinanze dell’edificio.

I combattimenti in territorio siriano hanno avuto numerose ricadute sui centri abitati turchi più vicini al confine. La Turchia è tra gli obiettivi sensibili più presi di mira da parte dell’Isis.

Nel luglio del 2015 un attentato a Suruc, nel sudest del paese vicino al confine con la Siria, ha causato la morte di almeno 32 persone. A ottobre del 2015 il peggiore attentato della storia moderna turca costò la vita a 95 persone ad Ankara.

Il lancio dei missili da parte dell’Isis giunge dopo i serrati bombardamenti dell’artiglieria turca sulle postazioni del sedicente Stato islamico in Siria e in Iraq, seguiti a loro volta all’attentato di Istanbul del 12 gennaio 2016, per il quale hanno perso la vita 10 turisti tedeschi.

Il premier turco, Ahmet Davutoğlu, ha riferito che durante i raid sono stati colpiti 500 obiettivi e sono rimasti uccisi 200 jihadisti.

Ankara è stata accusata da alcuni alleati di aver permesso ai combattenti stranieri di attraversare il territorio turco per unirsi allo stato islamico. La Turchia nega fermamente di aver sottovalutato il pericolo posto dall’Isis nelle prime fasi del conflitto.

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