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Il segreto meglio custodito d’Europa: la valle dove le case hanno i tetti d’erba e le cascate sono ovunque

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L’architettura delle turf houses in Norvegia: una tradizione antica e funzionale (www.tpi.it)
Nel cuore dell’Europa settentrionale si cela un angolo di natura e architettura unica, che da vita a paesaggi incantati.

Questa tradizione, profondamente radicata nella storia della Norvegia e delle Isole Faroe, continua a catturare l’attenzione di viaggiatori e studiosi, rappresentando un esempio di rispetto e armonia con l’ambiente, in un contesto naturale spesso severo e mutevole.

In Scandinavia, e in particolare in Norvegia, l’architettura ha da sempre risposto a esigenze pratiche legate al clima rigido e alle risorse disponibili. Le cosiddette turf houses, o case di torba, sono un patrimonio storico che testimonia questa sapienza. Questi edifici, diffusi anche in Islanda e nelle Isole Faroe, sono costruiti principalmente con materiali locali: una struttura portante in legno robusto sovrastata da zolle di terra erbosa, che costituiscono sia le pareti sia il tetto.

I muri spessi e i tetti erbosi offrono un isolamento termico naturale, mantenendo il calore durante i lunghi inverni e regalando frescura nei mesi estivi. Il peso della torba, unito alle radici dell’erba, stabilizza la copertura contro le intemperie, mentre la vegetazione viva crea un tetto che muta colore con le stagioni, integrandosi perfettamente nel paesaggio circostante. Sebbene oggi molte turf houses siano conservate come musei o edifici storici, esse rappresentano un modello di architettura sostenibile, che trae forza dalla profonda conoscenza dell’ambiente.

L’uso di questi tetti risale all’epoca vichinga e al Medioevo, epoche in cui la torba era abbondante, economica e facile da lavorare. Con l’avvento dei materiali industriali, questa pratica è stata abbandonata nelle nuove costruzioni, ma nel corso del Novecento è rinata l’attenzione verso le tecniche tradizionali, rivalutate per la loro sostenibilità ambientale e il loro valore culturale.

La tecnica costruttiva dei tetti con erba in Norvegia

La costruzione di un tetto erboso segue una precisa stratificazione, frutto di secoli di esperienza artigianale. Alla base si trova una struttura in legno inclinata, progettata per sostenere il peso significativo del manto vegetale. Sopra questa si stende uno strato di corteccia di betulla, naturale barriera impermeabile, che protegge la struttura dall’umidità.

Successivamente vengono posate le zolle di torba, le cui radici di erba vive si intrecciano per creare un rivestimento compatto e resistente. Il risultato è un tetto “vivo” che si rigenera e si adatta con il tempo, conferendo agli edifici un aspetto in continuo mutamento e una forte integrazione con il paesaggio naturale.

Le versioni contemporanee di questi tetti mantengono il principio originario ma integrano membrane impermeabili, sistemi di drenaggio avanzati e materiali isolanti più performanti, adattandosi alle esigenze moderne senza perdere il legame con la tradizione.

Sebbene la Norvegia sia spesso associata a questa tipologia di architettura, le Isole Faroe rappresentano uno dei luoghi in cui la tradizione dei tetti con erba è più viva e diffusa. Questo arcipelago di diciotto isole vulcaniche, situato tra il Mare di Norvegia e l’Oceano Atlantico settentrionale, vanta un patrimonio culturale e paesaggistico che riflette un perfetto equilibrio tra uomo e natura.

Le città e i villaggi faroesi, come la capitale Tórshavn con il suo storico quartiere di Tinganes, Kirkjubøur con le sue antiche case affacciate sull’oceano, Gjógv con il suo pittoresco porto naturale, Saksun, uno dei borghi più fotografati per il perfetto mimetismo dei tetti con il verde circostante, e Viðareiði, il villaggio più a nord immerso nei paesaggi montani, sono esempi emblematici di questa convivenza armoniosa.

Le Isole Faroe, oggi con una popolazione di circa 54.500 abitanti, sono una nazione autonoma all’interno del Regno di Danimarca e si distinguono anche per il loro impegno nella sostenibilità. Oltre il 50% del consumo energetico deriva da fonti rinnovabili, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il 100% entro il 2030, un traguardo che si sposa perfettamente con la filosofia di rispetto della natura incarnata dalle loro abitazioni tradizionali.

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