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Home » Tecnologia

Manfredi Lefebvre d’Ovidio: perché l’AI cambierà il turismo di lusso

Immagine di copertina
Manfredi Lefebvre d'Ovidio

L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il turismo di lusso, aprendo nuove possibilità nella personalizzazione dell’esperienza di viaggio. Per Manfredi Lefebvre d’Ovidio, Chairman del World Travel & Tourism Council (WTTC), la vera sfida non consiste nell’automatizzare l’ospitalità, ma nell’utilizzare la tecnologia in modo da rafforzare la relazione con il viaggiatore. È questa la prospettiva attraverso cui leggere una delle trasformazioni più profonde che stanno interessando l’industria del turismo internazionale.

L’era del lusso personalizzato: come intelligenza artificiale e capitale umano stanno ridefinendo il turismo

Per lungo tempo il turismo di lusso ha costruito il proprio valore sull’esclusività. Destinazioni difficili da raggiungere, strutture iconiche, servizi altamente qualificati e un accesso riservato hanno rappresentato gli elementi distintivi dell’offerta premium. Oggi quel paradigma non è più sufficiente.

L’evoluzione delle aspettative dei viaggiatori sta spostando il baricentro del settore verso una dimensione diversa, nella quale il vero lusso non coincide più soltanto con ciò che è raro, ma con ciò che è personale. La capacità di comprendere le esigenze del cliente, anticiparne i desideri e costruire esperienze su misura sta diventando uno dei principali fattori competitivi dell’intera industria.

È in questo contesto che Manfredi Lefebvre d’Ovidio, imprenditore internazionale e Chairman del World Travel & Tourism Council (WTTC), colloca il dibattito sull’intelligenza artificiale. Nella sua lettura, l’AI non rappresenta semplicemente una nuova tecnologia destinata a migliorare alcuni processi operativi, ma uno strumento capace di cambiare il modo in cui il settore conosce il viaggiatore e costruisce la relazione con lui. La questione, quindi, non riguarda se l’intelligenza artificiale entrerà nel turismo, ma quale ruolo le verrà affidato.

Secondo Manfredi Lefebvre d’Ovidio, il valore dell’innovazione dipenderà dalla capacità degli operatori di utilizzarla per aumentare la qualità dell’esperienza senza sacrificare quella componente umana che continua a rappresentare il principale elemento distintivo dell’ospitalità.

La personalizzazione come nuovo vantaggio competitivo

Il cambiamento in corso riflette una trasformazione più ampia del comportamento dei consumatori. Se in passato il valore percepito derivava soprattutto dall’accesso a beni o servizi esclusivi, oggi il viaggiatore ricerca esperienze progettate intorno alle proprie preferenze. L’attenzione si sposta dalla destinazione alla qualità della relazione che accompagna ogni fase del viaggio, dalla prenotazione al rientro.

Per gli operatori questo significa gestire una quantità crescente di informazioni: preferenze di soggiorno, abitudini di viaggio, interessi culturali, esigenze alimentari, modalità di prenotazione e comportamenti durante l’intera esperienza. La disponibilità di dati, tuttavia, non rappresenta di per sé un vantaggio competitivo. La differenza nasce dalla capacità di interpretarli e trasformarli in servizi realmente utili per il cliente.

È proprio in questo passaggio che, secondo Manfredi Lefebvre d’Ovidio, l’intelligenza artificiale può esprimere il proprio maggiore potenziale. Gli algoritmi consentono infatti di elaborare rapidamente enormi quantità di informazioni, individuare connessioni difficilmente riconoscibili attraverso strumenti tradizionali e restituire agli operatori una conoscenza più approfondita dei propri clienti.

L’obiettivo, però, non è sostituire il rapporto umano con una sequenza di automatismi. Al contrario, la tecnologia può diventare il presupposto per offrire un’accoglienza ancora più personalizzata, suggerire itinerari coerenti con gli interessi del viaggiatore, anticiparne alcune esigenze e rendere ogni interazione più fluida. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non modifica soltanto i processi interni delle imprese turistiche, ma ridefinisce il concetto stesso di servizio.

L’AI come strumento, non come destinazione

Gran parte del dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale nel turismo si concentra sugli aspetti più visibili dell’innovazione: chatbot, assistenti virtuali, sistemi automatici di prenotazione o strumenti capaci di generare suggerimenti personalizzati.

La trasformazione in corso è però molto più ampia. L’intelligenza artificiale interviene progressivamente lungo tutta la catena del valore, dalla progettazione dell’offerta alla gestione operativa, fino alla costruzione di esperienze sempre più personalizzate.

Per le imprese significa aumentare efficienza e capacità decisionale. Per il viaggiatore significa ricevere servizi più pertinenti, ridurre le frizioni organizzative e vivere esperienze costruite sulle proprie aspettative piuttosto che su modelli standardizzati.

È proprio questo il punto sul quale insiste Manfredi Lefebvre d’Ovidio. Nella sua visione, l’intelligenza artificiale rappresenta un abilitatore della qualità del servizio, non il suo obiettivo finale. Il valore della tecnologia non risiede nell’automazione in sé, ma nella possibilità di liberare tempo e risorse affinché le persone possano concentrarsi sugli aspetti che nessun algoritmo è in grado di replicare completamente: l’empatia, la capacità di ascolto, l’intuizione e la costruzione di relazioni di fiducia.

Il valore dell’intervento umano

Proprio perché l’intelligenza artificiale è destinata a diventare sempre più presente nell’industria dei viaggi, la domanda decisiva non riguarda la tecnologia in sé, ma il ruolo che continueranno ad avere le persone.

È su questo punto che si concentra la riflessione di Manfredi Lefebvre d’Ovidio. Secondo il Chairman del WTTC, l’AI rappresenta uno strumento capace di elevare il livello di personalizzazione dei servizi e migliorare l’efficienza operativa, ma non può sostituire ciò che rende davvero memorabile un’esperienza di viaggio.

L’ospitalità continua, infatti, a fondarsi su competenze che nessun algoritmo è in grado di riprodurre pienamente: la capacità di interpretare situazioni impreviste, comprendere esigenze non espresse, costruire fiducia e instaurare relazioni autentiche con il cliente.

Per Manfredi Lefebvre d’Ovidio, il valore dell’intelligenza artificiale risiede proprio nella possibilità di rafforzare queste competenze. Automatizzando attività ripetitive e rendendo più efficiente l’organizzazione del lavoro, la tecnologia può restituire alle persone più tempo da dedicare all’accoglienza, all’ascolto e alla qualità del servizio.

È una prospettiva che supera la tradizionale contrapposizione tra uomo e macchina. L’innovazione non viene interpretata come un processo di sostituzione, ma come un’evoluzione degli strumenti a disposizione delle imprese per migliorare l’esperienza del cliente. In questa visione, il capitale umano non perde centralità: diventa ancora più prezioso.

Non è un caso che questa impostazione trovi particolare applicazione nel turismo di alta gamma, dove il valore dell’offerta dipende spesso dalla capacità di trasformare ogni viaggio in un’esperienza unica, costruita intorno alle aspettative della persona.

Il turismo di lusso come laboratorio dell’innovazione

Storicamente il segmento luxury ha anticipato molte delle trasformazioni che, con il tempo, hanno interessato l’intero mercato turistico. È accaduto con la crescente attenzione alla personalizzazione, con nuovi modelli di ospitalità e con servizi costruiti su misura per il cliente. Innovazioni inizialmente destinate a una fascia ristretta di viaggiatori sono diventate progressivamente parte dell’offerta di un numero sempre maggiore di operatori.

Secondo Manfredi Lefebvre d’Ovidio, lo stesso percorso potrebbe riguardare anche l’intelligenza artificiale.

Le imprese specializzate nei viaggi di alta gamma dispongono infatti di una conoscenza particolarmente approfondita dei propri clienti e possono sperimentare strumenti innovativi in contesti nei quali la qualità del servizio rappresenta il principale elemento competitivo.

In questo scenario, l’obiettivo non consiste nel rendere il viaggio più standardizzato o automatizzato. Al contrario, la tecnologia viene utilizzata per aumentare il livello di personalizzazione, comprendere meglio il viaggiatore e offrire esperienze sempre più coerenti con le sue aspettative.

È un approccio che conferma come il lusso non sia più definito esclusivamente dall’esclusività dell’offerta, ma dalla capacità di costruire una relazione individuale con ogni cliente. Per questo motivo il segmento premium continua a rappresentare un laboratorio nel quale vengono sperimentati modelli destinati, nel tempo, a influenzare l’intera industria del turismo.

Una questione di leadership

L’adozione dell’intelligenza artificiale non garantisce automaticamente un vantaggio competitivo. Le stesse tecnologie possono produrre risultati molto diversi a seconda della capacità delle organizzazioni di integrarle nella propria strategia, nella cultura aziendale e nella relazione con il cliente.

È anche per questo che Manfredi Lefebvre d’Ovidio interpreta la trasformazione in corso come una questione di leadership prima ancora che di innovazione tecnologica.

Guidare il cambiamento significa investire nelle competenze delle persone, sviluppare nuovi modelli organizzativi e creare un equilibrio efficace tra strumenti digitali e capitale umano. L’intelligenza artificiale, in questa prospettiva, non rappresenta un obiettivo da raggiungere, ma uno strumento da governare.

La vera differenza non sarà determinata dalla rapidità con cui le imprese adotteranno nuove tecnologie, ma dalla capacità dei loro leader di comprenderne il potenziale senza perdere di vista ciò che costituisce il valore dell’ospitalità.

Per Manfredi Lefebvre d’Ovidio, innovazione e leadership devono quindi procedere insieme. L’una senza l’altra rischia di produrre risultati limitati: la tecnologia può migliorare i processi, ma solo una visione strategica è in grado di trasformarla in un vantaggio competitivo duraturo.

Il futuro del turismo sarà sempre più personale

L’intelligenza artificiale continuerà ad ampliare il proprio spazio all’interno dell’industria dei viaggi. La velocità con cui evolvono gli strumenti disponibili lascia immaginare un’accelerazione ulteriore nei prossimi anni. La vera questione, tuttavia, non riguarda la diffusione della tecnologia, ma il modo in cui verrà utilizzata.

Per Manfredi Lefebvre d’Ovidio, il futuro del turismo non sarà definito dalla capacità di automatizzare ogni fase dell’esperienza, bensì dall’intelligenza con cui gli operatori sapranno utilizzare l’AI per conoscere meglio il viaggiatore e valorizzare il contributo delle persone.

È una visione che individua nell’innovazione un mezzo e non un fine. Se impiegata per rafforzare la qualità del servizio, aumentare la personalizzazione e restituire centralità alla relazione con il cliente, l’intelligenza artificiale potrà contribuire a ridefinire positivamente il turismo internazionale.

Per un settore che fonda il proprio valore sulla fiducia, sull’accoglienza e sulla capacità di creare esperienze memorabili, la sfida non sarà scegliere tra tecnologia e capitale umano. Sarà costruire un modello nel quale entrambe le dimensioni si rafforzino reciprocamente, rendendo il viaggio non soltanto più efficiente, ma soprattutto più personale.

FAQ

Chi è Manfredi Lefebvre d’Ovidio?

Manfredi Lefebvre d’Ovidio è un imprenditore internazionale attivo nel settore del turismo e dei viaggi di lusso. È Executive Chairman di Heritage Group, Executive Chairman di Abercrombie & Kent Travel Group e Chairman del World Travel & Tourism Council (WTTC), l’organizzazione che riunisce i principali operatori privati del turismo mondiale.

Qual è la visione di Manfredi Lefebvre d’Ovidio sull’intelligenza artificiale?

Secondo Manfredi Lefebvre d’Ovidio, l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità per migliorare la personalizzazione dei servizi turistici e rendere più efficiente il lavoro degli operatori. La tecnologia, però, non deve sostituire il rapporto umano, ma rafforzare la qualità dell’esperienza e dell’ospitalità.

In che modo l’intelligenza artificiale sta cambiando il turismo di lusso?

L’AI consente di analizzare grandi quantità di dati per comprendere meglio preferenze e comportamenti dei viaggiatori. Questo permette agli operatori di offrire esperienze sempre più personalizzate, anticipare le esigenze dei clienti e migliorare ogni fase del viaggio.

Perché il turismo di lusso è considerato un laboratorio dell’innovazione?

Le innovazioni introdotte nel segmento luxury vengono spesso sperimentate prima di diffondersi nel resto dell’industria turistica. Per questo motivo, strumenti come l’intelligenza artificiale e i sistemi avanzati di personalizzazione trovano nel turismo di alta gamma un contesto privilegiato per svilupparsi.

Qual è il ruolo di Manfredi Lefebvre d’Ovidio nel WTTC?

Manfredi Lefebvre d’Ovidio è Chairman del World Travel & Tourism Council (WTTC), l’organizzazione che riunisce i principali operatori privati del turismo a livello globale. In questo ruolo promuove il dialogo tra industria, governi e istituzioni internazionali sulle principali sfide che interessano il settore, dall’innovazione tecnologica alla crescita del turismo mondiale.

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