Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 20:37
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Tecnologia

Cosa c’è dietro FaceApp, i rischi per la privacy dietro l’app che ci invecchia

Immagine di copertina
Chiara Ferragni e Fedez. Credit: Instagram/Chiara Ferragni

FaceApp e i rischi per la privacy che in tanti sottovalutano.

È iniziato come un gioco e per molti ancora lo è, ma in pochi si chiedono cosa ci sia dietro l’app che da giorni spopola sui social: FaceApp. In pochi, pochissimi si chiedono che fine faranno tutti i milioni di dati raccogli da chi ha creato l’app: una società russa, con server negli Stati Uniti.

L’app non è nuova sul mercato, ma gira dal 2017. Negli ultimi giorni, però, c’è stato un vero e proprio boom e la conseguenza è stata quella di avere le bacheche dei vari social letteralmente invase da facce di anziani. Certo, d’altronde come si può resistere all’idea di sapere come saremo tra cinquant’anni? La risposta la dà FaceApp, che, però, non sembra essere particolarmente attenta alla privacy.

Qualcuno si è chiesto dove vanno a finire le foto che ci scattiamo con le rughe accentuate e i capelli bianchi? Come si legge su Wired, quando ci scattiamo un selfie con la famosa FaceApp, la foto passa nei server dell’azienda russa Wireless Lab OOO. È qui che il soggetto da giovane diventa vecchio. Insomma, non è sufficiente l’app che abbiamo scaricato sul nostro cellulare, ma è necessario un passaggio successivo.

FaceApp challenge: l’app per invecchiare con un click

Quelle foto, però, restano intrappolate nei server dell’azienda russa per un tempo indefinito. Forse per sempre, visto che la Wireless Lab OOO non specifica per quanto tempo i selfie restano nei server. Quindi crescono i dubbi e i rischi per la privacy garantiti da FaceApp.

Nella privacy policy si legge che i dati “potranno essere archiviati e lavorati negli Stati Uniti o in qualsiasi altro paese in cui Faceapp, i suoi affiliati o i fornitori del servizio possiedono le infrastrutture”.

La sede di FaceApp si trova negli Stati Uniti, a Wilmington, città del Delaware, dove la società pare avere solo una casella postale. Secondo la società di analisi di mercato Sensor Tower, a giugno 2019 la app è stata scaricata 400mila volte, gli introiti sono stati 300mila dollari.

Ad avvalorare la tesi che i server di FaceApp non si trovano negli Stati Uniti, c’è il fatto che in quel caso la app avrebbe dovuto ricordare che partecipa all’accordo tra Stati Uniti e Unione europea per far sì che i dati dei cittadini al di là dell’Atlantico siano tutelati dalle norme del famoso regolamento comunitario sui dati personali. Questo però non si legge nella app, dunque nessuna garanzia.

FaceApp, la app che invecchia è vecchia: esiste dal 2017, ma l’avete scoperta solo ora

Il Gdpr è entrato in vigore nel 2018, il trattamento per la privacy della app è del 20 gennaio 2017. Dunque nei fatti viene così violato l’articolo 3 del regolamento, che “prevede l’estensione del regolamento anche a quei trattamenti effettuati da un titolare non stabilito nell’Unione, che pero riguardi l’offerta di beni o servizi agli interessati che si trovano nell’Unione, o che monitori il loro comportamento”, come spiega l’avvocato esperto di privacy Giovanni Battista Gallus. Di fatto crescono i rischi per la privacy garantita da FaceApp.

“Occorrerebbe il consenso libero, specifico e esplicito”, secondo Gallus, che non c’è. La conclusione a cui si può arrivare è inquietante: sembra che il gruppo russo stia creando una sorta di database per “allenare l’intelligenza artificiale al riconoscimento facciale”, con procedure per niente limpide, come scrive Wired. Quel selfie con trenta anni in più nasconde molto più di quel che pensiamo.

Intanto, però, arriva la smentita dei programmatori della app più chiacchierata del momento. Il team di FaceApp rispondono ai dubbi sulla privacy. Come riporta il sito TechCrunch le foto vengono caricate sui server della propria infrastruttura ‘cloud’ per l’elaborazione e che vengono conservate per un periodo che non va oltre le 48 ore, in modo da evitare che gli utenti debbano trasmetterle nuovamente per eseguire altri editing e per analisi interne a fini statistici.

Dalla società russa fanno sapere che file e informazioni private non vengono rese note a terzi. Nessun dato degli utenti, specifica poi la società, viene “trasferito in Russia”, anche se il suo team di ricerca e sviluppo ha sede lì e che non “vende o condivide i dati degli utenti con terze parti” e che questi su richiesta possono essere cancellati.

Il team di FaceApp, infine, sottolinea che la stragrande maggioranza degli utenti non effettua il login e quindi l’app non è in grado di collegare le foto alle identità degli stessi. Dunque non ci sarebbero rischi per la privacy, secondo FaceApp, ma i dubbi sulla poca chiarezza permangono.

Ti potrebbe interessare
Tecnologia / Instagram, messaggi neri e oscurati: il bug in corso per molti utenti
Tecnologia / Alla conquista di Marte: come si vive sul Pianeta B che Elon Musk vuole colonizzare per il bene dell’umanità
Tecnologia / Capitalismo spaziale: l’impero dei satelliti di Elon Musk
Ti potrebbe interessare
Tecnologia / Instagram, messaggi neri e oscurati: il bug in corso per molti utenti
Tecnologia / Alla conquista di Marte: come si vive sul Pianeta B che Elon Musk vuole colonizzare per il bene dell’umanità
Tecnologia / Capitalismo spaziale: l’impero dei satelliti di Elon Musk
Tecnologia / L’elefante nella stanza: perché con Elon Musk Twitter vira a destra
Tecnologia / L’universo secondo Elon Musk: ecco chi è e come immagina il futuro l’uomo più ricco del mondo
Tecnologia / Whatsapp addio ad alcuni iPhone: dal 24 ottobre non sarà più disponibile su alcuni modelli
Tecnologia / Vite in vendita: nel Metaverso bisognerà pagare per esistere
Tecnologia / Attacco hacker a siti Italia, anche Difesa e Senato. Rivendicato dal collettivo russo Killnet
Lavoro / NFT: cosa sono, rischi e scenari futuri nel metaverso
Tecnologia / Bonus Internet: 300 euro alle famiglie (senza Isee). Cos’è e come funziona